Corruzione, la richiesta del pm «Assolvete Ezio Stati e la figlia»

4 Novembre 2022

Secondo il magistrato le prove sono incerte e non idonee, la sentenza sarà pronunciata il 15 dicembre La procura scagiona anche Angeloni e Stornelli, già dirigenti di Avezzano e Valle del Giovenco calcio

AVEZZANO. Assoluzione perché il fatto non sussiste, perché le prove non sono idonee e sono incerte. È quanto chiesto dal pubblico ministero del tribunale di Avezzano, Ugo Timpano, nell’udienza del processo per presunta corruzione nel post terremoto dell’Aquila a carico dell’ex assessore regionale Daniela Stati, del padre Ezio, dell’ex marito Marco Buzzelli, e degli imprenditori Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli, già presidenti dell’Avezzano calcio e della scomparsa Valle del Giovenco. La richiesta di Timpano arriva dopo 12 anni di processo. La prossima udienza, che potrebbe essere l’ultima, con la lettura della sentenza, è stata fissata al 15 dicembre prossimo.
INTERCETTAZIONI
Durante la discussione di ieri pomeriggio davanti al tribunale di Avezzano è stato eccepito dalle difese il fatto che le intercettazioni ambientali e telefoniche non potevano essere utilizzate perché erano state effettuate in un altro procedimento della Procura di Pescara. Il tribunale ha rinviato, dando termine fino al primo dicembre per la produzione dei decreti autorizzativi delle intercettazioni. In una recente sentenza della Cassazione a sezioni riunite, è stato stabilito che, se emergono fatti riguardanti episodi diversi e con altri reati diversi da quelli per cui si sta indagando, le intercettazioni non sono utilizzabili. Infatti l’inchiesta Stati nasce da tutt’altro. Le intercettazioni riguardavano un’indagine della procura di Pescara sulla realizzazione dei termovalorizzatori in Abruzzo, di cui uno nella Marsica, per i quali l’allora assessore regionale Daniela Stati è risultata totalmente estranea.
LA RICHIESTA
Il pubblico ministero di Avezzano, Ugo Timpano, ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati perché il fatto non sussiste, per inidoneità e incertezza della prova a fondare un giudizio di condanna. Nel corso delle molteplici udienze, era stato ascoltato l’allora presidente di Abruzzo engineering, Francesco Carli. Rispondendo alle domande dei magistrati, aveva spiegato la vicenda legata al problema occupazionale che in quel periodo stava interessando Abruzzo Engineering, la società per azioni totalmente partecipata dalla Regione Abruzzo. Aveva spiegato i suoi interventi nei confronti della Regione, e quindi dell’allora assessore Stati, finalizzati a sollecitare la soluzione del problema che stava gettando sul lastrico decine di lavoratori.
L’INCHIESTA
Riguardava una presunta attività illecita finalizzata a ottenere il vantaggio per essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione del post terremoto all’Aquila. La vicenda portò all’arresto di Ezio Stati, all’interdizione della figlia, all’epoca assessore regionale alla Protezione civile, al fermo dell’ex marito Buzzelli e degli ex dirigenti della Valle del Giovenco calcio e dell’Avezzano, Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli. Secondo le accuse iniziali, la Stati avrebbe agito in qualità di assessore regionale, attraverso la fattiva partecipazione del padre Ezio e di Buzzelli, per agevolare Angeloni e Stornelli. I due si sarebbero mossi rispettivamente quale referente delle società di calcio Valle del Giovenco e Auxilium Tech il primo, e come amministratore delegato di Selex Se. Ma. spa e presidente della società Valle del Giovenco, il secondo.
ESPOSTO
Ezio Stati, personaggio noto nella Marsica, sei anni fa ha anche presentato un’istanza al ministero della Giustizia, al procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila e al procuratore generale della Corte di cassazione a Roma. Un esposto in cui si chiedeva «una verifica disciplinare sulla condotta dai magistrati dell’Aquila», dove inizialmente era radicato il processo. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Milo e Alfredo Iacone.
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