Corsa degli zingari senza “faraone” «Ecco perché sono stato escluso»

5 Settembre 2023

Il comitato non gradisce la t-shirt degli amici che inneggia all’egiziano vincitore della passata edizione Il giovane: «Eccessivo». Il presidente De Chellis: «Manifestazione secolare, non siamo allo stadio»

SULMONA. «Non credo che i miei amici indossando quella maglietta volessero offendere la Madonna di Loreto. Sono tutti di Sulmona. E anche devoti cristiani. La loro voleva solo essere un’iniziativa goliardica, da mettere in atto nel caso avessi vinto». A parlare è Andrea Mohamed, il giovane di origine egiziana escluso dalla tradizionale Corsa degli zingari di Pacentro per via di una maglietta indossata dai suoi amici, che gli organizzatori hanno ritenuto non in linea con la manifestazione. Sulla t-shirt la frase: «In cima a lu Morrone co fratm lu Faraone». Tutto qui. Ma tanto è bastato per escludere il giovane dalla competizione. «Rispetto questa manifestazione, che mi ha sempre affascinato fin dal mio arrivo a Sulmona. Ringrazio gli organizzatori», riprende Andrea, residente a Sulmona, dove vende frutta. «Lo scorso anno mi hanno consentito di partecipare e vincere», aggiunge, «ma penso che escludermi dalla corsa per una scritta che non voleva offendere nessuno, sia stato eccessivo. Accetto, comunque la decisione del comitato e, almeno da parte mia, non ci sarà nessuna coda polemica. Voglio bene alla Corsa degli zingari e spero che il prossimo anno possa nuovamente tornare a scendere giù da Colle Ardinghi insieme a tutti gli altri ragazzi che affrontano questa prova per amore del loro paese e di una tradizione che va avanti ormai da secoli e che non va assolutamente macchiata con una piccola polemica che lascia il tempo che trova». Non la pensano allo stesso modo i suoi amici, i quali non fanno nulla per nascondere che nella decisione dell’associazione Corsa degli zingari ravvisano una scelta che contrasta con i principi di accoglienza. Tant’è che l’avvocato Cinzia Simonetti annuncia di voler interessare della vicenda l’Unesco che, a seguito della prossima richiesta, sarà chiamata a decidere se annoverare la Corsa degli zingari tra i Beni immateriali dell’umanità. La vicenda, quindi, rischia di varcare i confini nazionali. «Quello che è accaduto sarà rigorosamente portato all’attenzione dell’Unesco», afferma l’avvocato sulmonese, «perché aspirare ad essere annoverati nel patrimonio immateriale dell’Ente implica, come recita il suo regolamento, il promuovere il rispetto per le diversità culturali che in questa pagina pare manchi proprio». Accuse di mancata accoglienza che Pacentro e i pacentrani rispediscono al mittente, anche perché tra i 38 partecipanti c’era un ragazzo di altra nazionalità. Così come anche nella corsa dei più piccoli. «Non tutti sanno che in un’edizione degli anni Novanta tre ragazzi di Pacentro furono squalificati perché arrivati alla Pietra spaccata, dove viene data da sempre la partenza della corsa, si tolsero la maglietta sventolandola a mo’ di bandiera», afferma il presidente dell’associazione Corsa degli zingari, Giuseppe De Chellis, «tre ragazzi di Pacentro e nessuno ha detto niente, molto probabilmente perché all’epoca non c’erano i social ad alimentare polemiche su fatti inesistenti. Personalmente voglio molto bene ad Andrea che è un ragazzo splendido e che ho portato personalmente sulle mie spalle quando, lo scorso anno, vinse la corsa, rappresentando Pacentro in giro per tutta l’Italia. Questa volta però ha sbagliato, insieme ai suoi amici, pensando di trovarsi in uno stadio di calcio, invece che in una manifestazione secolare. Non era mai successo nella storia della nostra corsa che, bisogna sottolineare più volte, è dedicata alla Madonna di Loreto, tant’è che l’arrivo è posto all’interno di una chiesa. Ed è proprio nel rispetto della tradizione e della Madonna di Loreto che è stata decisa la squalifica di Andrea, che siamo pronti ad accogliere di nuovo il prossimo anno, qualora decida di tornare a partecipare alla Corsa degli zingari di Pacentro».
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