Corsa degli zingari, vince Freyne

9 Settembre 2019

Pacentro, il 17enne supera il coetaneo Leonardo Ultimo. Al terzo posto Saccoccia

PACENTRO. Vincere la corsa degli zingari era il suo desiderio più grande. E dopo averci provato senza mai riuscirci, ieri ha coronato il suo sogno e quello di tutti i ragazzi pacentrani, battendo un suo coetaneo e grande amico. È Leon Freyne, origini irlandesi, il vincitore della 569esima corsa degli zingari. Una corsa appassionante fino al traguardo, che ha visto i due amici darsi battaglia fino alla chiesetta della Madonna di Loreto, posta ai piedi del paese. Leon è arrivato al traguardo con il tempo di 5’20” con soli 9 secondi di vantaggio rispetto a Leonardo Ultimo, 17enne come il vincitore. Al terzo posto uno dei veterani della corsa, Massimo Saccoccia, già vincitore in tre edizioni.
«Non so descrive l’emozione che provo in questo momento», è stato il commento di Leon all’arrivo. «Ho il cuore a mille perché questa corsa ti fa provare emozioni bellissime. L’adrenalina non ti fa sentire il dolore e le fitte che arrivano fortissime dai piedi al cervello. Pensi solo a correre più forte degli altri. E oggi riuscire a vincere davanti ai tuoi amici è stato bellissimo». Una manifestazione, la corsa degli zingari, che affonda le radici nella storia, in un intreccio di fede e paganesimo.
Originariamente, infatti, con il termine “zingari” si indicavano dei ragazzi privi di scarpe e vestiti di stracci che si lanciavano giù per la montagna per conquistare l’ambito pezzo di stoffa con il quale avrebbero realizzato il loro primo vestito. Anche se per ottenerlo dovevano mettere a repentaglio l’integrità dei loro piedi e portarne i segni e i dolori per intere settimane. Al via, dato come vuole la tradizione dal suono della campana della chiesa di Santa Maria di Loreto, sono stati 33 i partecipanti, giunti tutti al traguardo.
Una manifestazione da ricordare anche per la grande presenza di pubblico assiepato in ogni angolo dell’ultimo chilometro del percorso.
Presente alla manifestazione, al fianco del sindaco Guido Angelilli, anche la senatrice Gabriella Di Girolamo. «È una bellissima tradizione che già conoscevo», ha detto la senatrice. «Una manifestazione da tutelare perché è attraverso la storia e le tradizioni che uno riesce a capire come ancora oggi, nell’era degli smartphone e dei social, questi ragazzi riescano a sfidare dolore e fatica per portare avanti un sogno stupendo che era lo stesso dei loro avi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA