Corsia chiusa a Tir e auto Disagi sulla superstrada

24 Novembre 2018

BALSORANO. Corsia sud dell’ex superstrada del Liri (ora statale 690) chiusa al transito da giorni per i lavori sui giunti di un viadotto tra gli svincoli di Balsorano e Ridotti. Il traffico...

BALSORANO. Corsia sud dell’ex superstrada del Liri (ora statale 690) chiusa al transito da giorni per i lavori sui giunti di un viadotto tra gli svincoli di Balsorano e Ridotti. Il traffico automobilistico, ad alta incidenza di mezzi pesanti, dirottato sulla Regionale 83, sta generando disagi e polemiche all’indirizzo dell’Anas, sia per le «scarse informazioni agli utenti, che per le modalità adottate per l’intervento» su quell’arteria vitale e supertrafficata che collega l’Adriatico col Tirreno. «Quando si effettuano lavori su una strada così trafficata», attacca l’ex presidente della Comunità montana Valle Roveto, Marcello Di Cesare, «per limitare al massimo i disagi agli utenti, invece di dirottare il traffico sulla regionale, che versa in condizioni di estrema precarietà, l’Anas dovrebbe chiedere all’impresa di effettuare gli interventi durante le ore notturne. Oppure, in alternativa, visto che l’area interessata dai lavori sul viadotto non è così estesa, di lavorare con i semafori per alternare il passaggio». Insomma, per l’ex presidente della Comunità montana, sempre in prima linea quando l’Ente montano era operativo, l’Anas dovrebbe «cambiare rotta per l’esecuzione dei lavori evitando le operazioni di giorno che creano disagi enormi sia al traffico locale che quello a lunga distanza». Di Cesare, poi, prende di mira «il silenzio assordante» degli amministratori dei sette comuni rovetani. «Quando uno si candida per esercitare il ruolo di amministratore pubblico», attacca, «poi ha il dovere di interessarsi di tutti i problemi dei cittadini, come i disagi derivanti da queste modalità di intervento che si possono cambiare». Insomma, Di Cesare ne ha per tutti. Infine, accende i riflettori sul tratto di ex superstrada tra Balsorano e Sora, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, dove il «manto stradale è ridotto in condizioni pietose, mentre la vegetazione sta invadendo la carreggiata. Forse è il caso di intervenire», conclude, «prima che le buche diventino voragini». (m.s.)
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