Cortile conteso, sentenza dopo 22 anni

Palazzo Pica Alfieri, la Cassazione ha stabilito che l’area è condominiale
L’AQUILA. Si è conclusa, dopo un iter giudiziario durato 22 anni, la controversia sul cortile secondario di palazzo Pica Alfieri in centro storico. I giudici di Cassazione, accogliendo la tesi dell’avvocato Riccardo Lopardi hanno affermato che l’area è di natura condominiale, come sostiene un inquilino a dispetto della tesi del marchese Fabrizio Pica Alfieri il quale affermava che fosse sua.
Per la verità si è trattato di una vicenda giudiziaria controversa visto che in primo grado la ragione era stata data alle tesi del marchese mentre poi i due successivi gradi di giudizio hanno avuto un esito diverso.
I magistrati della suprema corte, pertanto, hanno ritenuto valido il principio che il condominio, anche se non ancora ben definito e non previsto in modo espresso, esisteva già fin dai tempi del codice napoleonico entrato in vigore all’inizio del 1800.
Tale decisione, secondo l’avvocato Lopardi, fa giurisprudenza sul punto dell’applicabilità della norma civilistica sul condominio a situazioni giuridiche poste in essere e definite secoli prima e sull’esistenza già di tale principio del condominio prima che venisse esplicitamente previsto dal codice civile del 1942.
Già con la sentenza di secondo grado i giudici di appello avevano ordinato di rimuovere le serrature del cortile conteso o almeno di dare al condomino ricorrente Roberto Giannangeli le chiavi della serratura. La sentenza di appello, che ribaltò quella di primo grado, venne depositata a metà del 2008.
Palazzo Pica Alfieri, danneggiato dal terremoto, sarà ristrutturato con 8 milioni e i lavori affidati anche a una ditta aquilana, sono iniziati da poco.
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