Cortometraggio con Guanciale per raccontare il 13 gennaio 1915

29 Maggio 2019

Iniziativa del Rotary club col sostegno di 6 imprenditori marsicani. Riprese da novembre a Collelongo L’attore: l’arte per rielaborare il dramma del terremoto e preservare la memoria della nostra storia

AVEZZANO. Rotary club Avezzano e sei imprenditori marsicani insieme per sostenere la realizzazione di un cortometraggio sul tragico terremoto di Avezzano. Con protagonista l’attore Lino Guanciale, già interprete di un apprezzato docufilm sul terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila. “Sotto la città 1915” nasce dal monologo teatrale scritto dal giovane attore e registra avezzanese, Domenico Tiburzi, in occasione del centenario e già diventato un libro.
Un progetto cinematografico esclusivamente targato Marsica. La produzione è della “Milo Film” fondata ad Avezzano dalle giovanissime Valeria Tuzii e Federica Di Marco, mentre a vestire i panni del protagonista sarà l’attore avezzanese Guanciale. Le riprese partiranno a novembre a Collelongo, paese d’origine del padre di Guanciale, il dottor Clelio.
Il cortometraggio è stato presentato nel corso dell’ultima conviviale del Rotary club di Avezzano alla presenza dei soci e degli imprenditori Leonardo Sterpetti, Roberta Cairoli, Claudio Scipioni, Federico Piccone, Giovanni Sestini e Gianluca Muliere che, su invito dell’associazione, hanno deciso di sostenere l’iniziativa con una donazione.
«L’arte e la bellezza di un piccolo film», ha detto Guanciale in un video-messaggio proiettato a sorpresa in sala, «possono rappresentare un modo per rielaborare un evento drammatico preservando la memoria della nostra storia».
«La valorizzazione dell’identità marsicana resiliente, testarda, gentile e umile nello stesso tempo», ha dichiarato Carlo Caroli, presidente del Rotary di Avezzano, «il ricordo di fatti storici della nostra terra modellata anche da eventi avversi e il sostegno alle iniziative di auto-imprenditorialità di giovani e valenti ragazzi ci hanno spinto a sostenere l’iniziativa in linea con i principi rotariani di sviluppo del territorio, sostegno ai giovani e diffusione della cultura».
“Sotto la città 1915” narra una storia tragica al limite del fantastico, dai toni umani e carichi di verità, in grado di unire le storie di persone lontane nel tempo e nello spazio nel nome di una tragedia comune. La vicenda di Tito, un giovane avezzanese del 1915, si interseca con quella di Berardo, un aquilano del 2009.
Tito è sepolto sotto le macerie di Avezzano da quel lontano 13 gennaio 1915 quando viene improvvisamente svegliato da una nuova e violenta scossa di terremoto, quella del 6 aprile 2009. Il giovane sente gridare un uomo dall’altra parte di un muro, si tratta di Berardo, rimasto appena intrappolato dal crollo della sua casa all’Aquila. Il giovane avezzanese, ignaro di trovarsi in un’altra epoca, inizia a ricordare gli ultimi momenti prima della scossa. I suoi ricordi sono quelli di una città che non esiste più e di cui non c’è memoria perché il terremoto ha cancellato tutto ciò che è stato prima. Nel finale Tito diventa quel familiare rimasto per sempre sepolto sotto la città, mentre le grida di aiuto lanciate da Berardo saranno affidate all’intuito del telespettatore chiamato a scegliere per lui un finale lieto o dai toni tragici.
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