«Così ho fermato i bulli a scuola»

Il racconto di un ragazzo al convegno dello Scientifico. Alunni di Chieti realizzano il logo vincitore
AVEZZANO. “Tutto quello che vuoi è dall’altra parte della paura”. È un’incitazione, ma anche il titolo del convegno che il Liceo scientifico Vitruvio di Avezzano ha organizzato al teatro Don Orione contro bullismo e cyberbullismo, coinvolgendo scuole secondarie di primo e secondo grado da tutto l’Abruzzo. L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto contro tali fenomeni che il liceo, scuola polo regionale, ha fatto partire due anni fa attraverso azioni di sensibilizzazione e formazione. Il dirigente scolastico, Francesco Gizzi, ha aperto l’incontro con i ringraziamenti all’Ufficio scolastico regionale, per averne permesso la realizzazione, e alla classe pilota 3H, che è stata protagonista dell’organizzazione dell’iniziativa, attraverso la peer education. «Oggi», afferma il preside, «il fenomeno è diventato molto consistente nelle scuole, per il numero e la gravità degli episodi; la scuola ha il dovere di aiutare sia le vittime sia i bulli, perché entrambi si trovano in condizioni particolari e difficili; dobbiamo far sì che ragazzi con difficoltà, debolezze o diversità vengano aiutati, dobbiamo insegnare il rispetto prima delle discipline». Successivamente lo psicoterapeuta Gian Andrea Carpineti ha offerto ai ragazzi un’analisi dettagliata e mirata del bullismo dal punto di vista sociale, legale e psicologico, perché, come sostiene, «conoscere il fenomeno è la base per combatterlo», e ha aggiunto: «Voi come reagireste? C’è uno strumento che non si trova nei negozi: l’empatia, che vuol dire immedesimarsi nei sentimenti della vittima ma anche del bullo». A questo punto ha avuto il coraggio di raccontare la propria storia, nonostante la tanta emozione, uno studente del Vitruvio, che è stato in passato vittima di bullismo: «Il bullo non è una gran persona e ha sempre aiutanti che lo sostengono. Anch’io, per uscire dalla mia brutta situazione, ho avuto bisogno dell’appoggio degli amici, dei miei genitori, avevo perso anche la voglia di andare a scuola; da solo non ce l’avrei fatta. L’intervento dei miei insegnanti poi è stato determinante ma ha richiesto molto impegno; perché fermare il bullo non è facile, finché si sente importante. Bisogna ricordare che il bullo non trae alcun vantaggio dalle offese, distrugge solo l’immagine esterna e interna di sè». Il silenzio assoluto della sala è stato interrotto da un applauso pieno di affetto e calore. La mattinata è terminata in festa con l’esibizione della canzone “Amica mia” del liceale Marco Boni e la premiazione per il concorso regionale “Un logo contro il bullismo” riguardante una creazione grafico-artistica per dire no a questo fenomeno. Sul podio è andata la scuola secondaria di primo grado “Antonelli” di Chieti, che si è inoltre aggiudicata una menzione speciale; a seguire la “Sabin” di Capistrello; il terzo posto a una classe media di Orsogna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

