Così i residenti del centro: «Serve un’idea di sviluppo»

L’associazione chiede progetti di ampio respiro e più regole sulla vita notturna La presidente Aloisio: non invitati all’incontro convocato dopo la nostra iniziativa
L’AQUILA. Regolamentare la vita notturna, ma allo stesso tempo mettere in campo un’idea forte di riqualificazione e sviluppo della parte più antica dell’Aquila: l’associazione “Cittadini per il centro storico” al Comune non chiede solo regolamenti e regole certe contro le degenerazioni della vita notturna, anche se questo è l’argomento del momento.
Una questione che finora ha suscitato non pochi attriti con l’amministrazione, a partire dal recente incontro con i commercianti: «Abbiamo appreso con soddisfazione che quanto meno ci si è posto il problema della regolamentazione della vita notturna», spiega la presidente Claudia Aloisio, «restiamo però interdetti dal fatto che questo sia avvenuto finora senza il coinvolgimento dei cittadini, nonostante quella riunione sia una iniziativa seguita alla presa di posizione dei cittadini. Saremo convocati a settembre? Abbiamo iniziato a farci sentire a luglio per reclamare dei regolamenti che esistono in tutti i posti civili», continua Aloisio, «a questo punto aspettiamo, anche se restiamo dell’idea che il nostro coinvolgimento sarebbe dovuto avvenire prima. C’è poi il caso del Piano del rumore: doveva arrivare a novembre, ma anche questo pare che slitterà di sei mesi».
Quello della movida non è comunque l’unico problema: «Ci chiediamo se l’amministrazione abbia un’idea di sviluppo del centro storico», lamenta la presidente, «o lo vede solo come un unico grande parco giochi? Perché in questo caso si tratta di una strada che farà scappare inevitabilmente i residenti. Avere un’idea di sviluppo di centro storico», continua Aloisio, «significa ad esempio avviare una politica per riportare in centro esercizi che vendano beni di prima necessità; prima del terremoto c’erano quattro farmacie mentre adesso ce n’è una sola; non ci sono uffici amministrativi. La questione dei locali, che sia chiaro non consideriamo dei nemici a priori, è solo un iceberg sotto il quale ci sono tante tematiche da affrontare. Non per niente la nostra associazione si chiama “Cittadini per il centro storico”, dove quel “per” ha un significato preciso: tra noi», conclude la presidente, «non ci sono solo residenti, ma anche gente che abita in altre zone della città, e che crede nel ruolo e nella funzione del centro storico in un contesto più ampio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

