«Costi delle bollette alle stelle» Accuse al Consorzio di bonifica

20 Settembre 2018

Il sindaco D’Orazio: un salasso per i seimila utenti nonostante una stagione molto piovosa Chiesto un incontro con i vertici dell’ente. In caso di mancata risposta si ipotizza una “class action”

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Spese di gestione “minori”, bollette del Consorzio di Bonifica “più salate” per l'anno 2018. L'aumento sta animando l'area fucense, dove i consorziati (6mila in tutto) sono in fibrillazione per quel «salasso ingiustificato» rispetto a una stagione senza le spese extra come nel 2017, l'anno della grande emergenza idrica. Per avere lumi sulla storia il sindaco di San Benedetto dei Marsi, «messo in allarme da numerosi consorziati», si schiera contro gli aumenti e chiede un incontro con i vertici del Consorzio presieduto da Gino Di Berardino per dare un'occhiata al bilancio. «La stagione 2018 è stata sicuramente una delle più piovose degli ultimi anni», afferma Quirino D'Orazio, «dunque non ha richiesto, come nell'anno precedente, l'intervento di attingimento di acqua dai pozzi, con la conseguente riduzione delle spese di gestione rispetto a quelle sostenute nell'anno 2017». La grande siccità, infatti, fece lievitare i costi di gestione dell'ente di circa 500mila euro: per far fronte alle spese e mantenere il bilancio in equilibrio il Consorzio spalmò le spese extra sui ruoli dei seimila consorziati. Poi, per fronteggiare la calamità, la Regione ha erogato al Consorzio di Bonifica 300 mila euro. Sulla base dei recuperi, quindi, il sindaco, -ma non solo- ritiene quel nuovo aumento ingiustificabile. «Dal 2016 ad oggi», sottolinea D'Orazio, «si è assistito a un duplice aumento della tassazione, il primo giustificato per fronteggiare la siccità; mentre il secondo, ad oggi non trova giustificazione». Per il sindaco la predisposizione del bilancio forse non ha tenuto conto di due dati: «la stagione 2018 è stata una delle più piovose degli ultimi anni e, dunque, non ha richiesto, come nell'anno precedente, l'intervento di attingimento di acqua dai pozzi, con conseguente riduzione delle spese di gestione rispetto a quelle sostenute nel 2017; il contributo regionale di 300mila euro proprio per fronteggiare la calamità. I costi di gestione del 2018 dovrebbero essere simili a quelli della stagione 2016, se non più bassi e non giustificano, nella maniera più assoluta l'emanazione di un ruolo spropositato rispetto a quelli che sono i costi effettivi sostenuti dall'ente». Per tale motivo D'Orazio chiede al Consorzio un incontro urgente aperto ai colleghi e ai rappresentanti di categoria per «valutare la possibilità di restituire ai cittadini il maggior esborso, oppure di investire le maggiori somme percepite per interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie, lungo i canali, fossi, banchine, ponti, bisognosi di interventi, al fine di garantire un miglior servizio agli utenti. Se il Consorzio non dovesse accogliere nessuna proposta», conclude il sindaco di San Benedetto, «non escludo la promozione di una class action». (m.s.)
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