«Costretti a chiedere soldi ai cari delle vittime»

23 Febbraio 2023

Sentenza choc e polemiche, l’assessore Giuliani difende l’avvocato del municipio: «Ha mostrato fair play»

L’AQUILA. «Il Comune non può rinunciare ai suoi crediti»: così l’assessore Paola Giuliani ha difeso in consiglio comunale l’avvocatura del municipio, che ha chiesto ai familiari delle vittime del crollo di via Campo di Fossa le spese legali per la causa civile conclusa con la sentenza choc dell’ottobre scorso. Le stesse tre vittime a cui la giudice Monica Croci ha assegnato il concorso di colpa per la loro morte.
Rispondendo all’interrogazione della consigliera Simona Giannangeli del gruppo L’Aquila coraggiosa, l’assessore ha ricostruito la vicenda, ricordando che il Comune deve essere rimborsato delle spese legali perché costretto a costituirsi in giudizio in quanto accusato dai familiari delle vittime di avere responsabilità nel crollo. «La sentenza ha escluso totalmente l’ente da responsabilità, sollevando il Comune da ogni concorso di colpa nelle morti per il crollo dell’edificio», ha spiegato Giuliani. Poi sulla richiesta dei 13mila euro di spese legali inviata dall’avvocato e dirigente comunale Domenico De Nardis ai familiari delle vittime dopo la sentenza: «È una mera lettera di cortesia, in cui si chiede di provvedere al pagamento della somma, senza intimazioni e minacce di atti giudiziari. Questa scelta di fair play, però, non può comportare che il Comune rinunci completamente ai suoi crediti. Si rischia il danno erariale».
Giananngeli si è prima scagliata contro la parola “fair play”, termine utilizzato nello sport per indicare il “gioco corretto” – «Qui parliamo di morti, ascoltare una parola del genere provoca rabbia e disgusto» – poi ha replicato: «Non ho mai chiesto al Comune di rinunciare ai suoi crediti, ma di attendere la fine del procedimento giudiziario, l’Appello, per chiederli. La sentenza è solo di primo grado, quindi esecutiva soltanto provvisoriamente: non ci sarebbe stato danno erariale. Non aver atteso è stata una scelta inopportuna da parte di un Comune che ha contato 309 vittime».
Giannangeli ha anche proposto un ordine del giorno contro la violenza verso le donne iraniane e afghane e a sostegno delle loro lotte per la libertà e l’autodeterminazione. Unanime l’assenso del consiglio comunale al documento, che esprime «la condanna per evidenti negazioni dei diritti umani e per la repressione delle libertà civili delle donne in Afghanistan, per la violenta azione della polizia iraniana verso donne, uomini, ragazze e ragazzi che da mesi protestano contro l’obbligo per le donne di indossa l’hijab e per le donne arrestate e torturate a causa della loro lotta per la libertà. L’ordine del giorno, tra l’altro, impegna l’amministrazione comunale a promuovere azioni nei confronti della comunità, per la sensibilizzazione e prevenzione della violenza maschile». (l.t.)