Costringeva il figlio a guardare film porno

18 Ottobre 2019

Per il padre del bambino chiesto il processo, anche la madre nei guai per la mancata sorveglianza

SULMONA. Avrebbe costretto il figlio di 9 anni a vedere film porno sul computer di casa. L’inchiesta, scaturita dal contenzioso giudiziario che si è aperto con la moglie dopo la loro separazione, si conclusa l’altro giorno con la richiesta da parte della procura della Repubblica di rinvio a giudizio di entrambi i genitori. Al padre viene contestato di aver istruito il figlio minorenne alla visione di materiale pornografico mentre la madre viene accusata di mancata sorveglianza, di aver perso cioè il controllo della situazione e di non essersi accorta di quello che stava accadeva in casa tra padre e figlio. La prima udienza davanti al gup è stata fissata al prossimo 24 ottobre. Una storia nata in un condominio di Sulmona dove viveva fino a qualche anno fa la coppia che, proprio a seguito delle vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti padre e figlio, si è separata. I presunti e reiterati comportamenti del padre a danno del figlio minore, denunciati dalla madre, hanno infatti reso incompatibile la convivenza tra i due protagonisti poi di una dura battaglia giudiziaria. Davanti al gup ora arriva il terzo filone di un’inchiesta delicata che vede coinvolti padre, madre e figlio. Due procedimenti, il primo per abusi sessuali e l’altro per maltrattamenti con l’aggravante dell’uso dell’arma, sono stati archiviati dal gip del tribunale di Sulmona, Marco Billi. L’unico indagato, per entrambi i reati, era il padre che è uscito scagionato dalle pesanti accuse. Ma è stato il gip a rispedire le carte alla Procura nel momento in cui, esaminando gli atti dell’inchiesta, sarebbe emerso che quando l’uomo rimaneva in casa solo con il figlio, che all’epoca dei fatti aveva solo 9 anni, lo faceva assistere alla visione di materiale pornografico. Da qui la nuova indagine chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio di entrambi i genitori. (c.l.)
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