«Costruire la memoria per non dimenticare»

L’antropologo Di Renzo: «Salvaguardiamo il passato». In mostra tredici tele su Silone e don Orione
AVEZZANO. «Di questo terremoto conosciamo ogni dettaglio: computo dei morti, dei feriti, degli orfani, degli sfollati, dei danni, dei ritardi e dei costi di ricostruzione: praticamente non c’è nulla che non sia stato indagato, documentato, consegnato al ricordo. C’è tuttavia qualcosa che ci sfugge e che continua a sottrarsi all’esercizio della memoria collettiva», spiega l’antropologo Ernesto Di Renzo, docente all'Università di Roma Tor Vergata e direttore artistico di MarsicaLand, il festival diffuso dell’agroalimentare, «è il senso di monito che il sisma ci ha lasciato, imprimendolo nelle nostre coscienze e rendendoci preda di un trauma storico dal quale stentiamo a uscirne. Un monito che riguarda la nostra responsabilità di umani dinanzi agli eventi catastrofici della natura. Dichiarare che la natura è assassina in seguito al sopraggiungere di un evento luttuoso costituisce un efficace espediente sostitutivo che, conferendo un senso di ineluttabilità all'accaduto, serve a liberare dai sensi di colpa, a placare gli animi, ad annullare le responsabilità impedendo alle coscienze di ribellarsi. Ma la natura non è mai assassina», precisa l’antropologo, «se le sue forze e le sue potenze producono vittime umane non è per sua pura intenzionalità. Se vittime ci sono è perché gli uomini, pur consapevoli del pericolo che si corre costruendo edifici insicuri in zone a elevato indice di sismicità, o anche costruendo presso l'alveo di un fiume e le pendici di vulcano attivo, decidono di infischiarsene e di non tener conto dei rischi: per negligenza, per insipienza o per interesse. Contro il verificarsi di simili situazioni due sono le possibilità che si hanno a disposizione per evitare che queste cose continuino ad accadere: agire sul piano della prevenzione e coltivare la pratica del ricordo», conclude Di Renzo. Proprio in tema di recupero e salvaguardia della memoria comunitaria, ieri l’associazione culturale 67051 ha proposto una reinterpretazione in chiave artistica del capitolo sul terremoto tratto dal fumetto “Muzio, le avventure di un giovane avezzanese”. Tredici tele realizzatale da Alessandro Maurizi e Luca Clemente Cipollone sulle figure di don Orione e Ignazio Silone. (f.d.m.)
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