Così Caritas ed Emporio solidale sfamano chi si trova in difficoltà

5 Aprile 2020

Richieste d’aiuto raddoppiate, negli ultimi giorni sono diversi i nuovi poveri che bussano alle strutture Il direttore don Carmine: «Sostegno anche da benefattori anonimi, portiamo cibo anche nelle case»

AVEZZANO. Nuovi poveri bussano alla porta della Caritas e così raddoppiano in pochi giorni le famiglie assistite al tempo del coronavirus. L’emergenza sanitaria e la conseguente chiusura di molte attività ha fatto scattare automaticamente anche un’altra emergenza, quella alimentare. Ma una rete solidale si è messa in moto per aiutare quanti sono in difficoltà. Mentre i Comuni allestiscono la macchina burocratica per l’erogazione dei bonus spesa da destinare ai nuclei meno abbienti, la Caritas diocesana si è vista raddoppiare le richieste di aiuto dalle famiglie del territorio. Molte di queste non si erano mai affacciate prima alla soglia della povertà e per questo la maggior parte delle volte riescono ad arrivare alla rete Caritas tramite i loro sacerdoti, che raccolgono ansie e preoccupazioni e poi fanno da tramite con i volontari per fargli arrivare a casa i beni di prima necessità.
L’EMPORIO SOLIDALE. Prima della diffusione del virus, all’Emporio solidale di Avezzano venivano assistite circa 20 famiglie che con una card potevano prendere i beni di prima necessità per tutto il mese. Ora invece le famiglie sono diventate 50 e molte altre richieste di aiuto provengono dalle parrocchie del territorio che accolgono la preoccupazione e il timore di chi non si era mai trovato in questa situazione e cercano di aiutarli come possono. «L’Emporio solidale non ha mai smesso di funzionare, neanche con l’avvento del coronavirus», ha raccontato don Carmine Di Bernardo, direttore della Caritas diocesana, «attualmente assistiamo 50 famiglie, mentre prima del virus erano 20. In base al nucleo familiare, diamo loro una tessera, con 50 euro se c’è solo una persona e fino a 200 se sono 4, con la quale loro possono fare la spesa nel nostro Emporio, dove si può trovare un po’ di tutto. In questi giorni di emergenza abbiamo deciso di aumentare il budget da dare a ciascuno di loro e abbiamo anche fatto tessere ad altre persone, oltre a quelle che normalmente assistiamo, segnalateci da parroci o associazioni che non si erano mai rivolte a noi». All’Emporio, che si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Avezzano, le famiglie possono prendere latte, pane, pasta, pomodoro, legumi in scatola e poi tutto ciò che viene acquistato o donato settimanalmente alla struttura.
I NUOVI POVERI. A tanti che preferiscono non mettere piede in questa struttura solidale, per vergogna e perché mai prima d'ora gli era capitato di trovarsi in questa difficile situazione, don Carmine e i suoi volontari portano il pacco direttamente a casa. «La Caritas nazionale ci ha inviato altri aiuti in questo periodo», ha continuato il sacerdote, «poi abbiamo avuto il sostegno di molti benefattori del territorio, che hanno preferito rimanere anonimi, e della Coldiretti che ci ha inviato tanti ortaggi, legumi, pasta e formaggi. Noi cerchiamo così di dare una mano a tutti e poi quando i parroci ci segnalano delle situazioni particolari noi prepariamo i pacchi e glieli andiamo a portare direttamente proprio perché capiamo la situazione e vogliamo cercare di aiutarli».
LA MENSA. Oltre al sostegno alle famiglie c’è anche quello alle persone sole che non hanno un tetto. La Caritas, in accordo con il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, non ha voluto chiudere in questo periodo di emergenza la mensa dove ogni giorno vengono servite, tra pranzo e cena, oltre 50 persone. «Cerchiamo di garantire un pasto caldo con tutte le misure di sicurezza del caso, abbiamo avuto anche la visita della Asl che ci spiegato come muoverci», ha continuato il direttore della Caritas, «abbiamo anticipato alle 11.30 il pranzo, mettendo una persona sola per tavolo, evitando di farle capitare vicino e spesso, se c’è molta richiesta, facciamo anche due turni. Molti volontari che vengono a cucinare sono anziani e gli abbiamo detto di rimanere a casa, stessa cosa per quelli che arrivano da lontano e potrebbero avere difficoltà a raggiungere Avezzano. Ma tutti gli altri, in particolare i giovani, continuano a garantire il loro turno. Abbiamo mantenuto attivo anche il servizio docce, mentre abbiamo chiuso temporaneamente il centro San Martino perché abbiamo intenzione di ristrutturarlo e di trasformarlo in uno spazio per gli abiti usati dove chi non ha la possibilità potrà comprare i capi con una tessera che gli forniremo noi, e chi invece vuole quel determinato vestito potrà acquistarlo a un prezzo che stabiliremo. I fondi raccolti dalle vendite saranno poi destinati a finanziare le attività della Caritas».
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