Cotturone: città bloccata dal clientelismo

Il segretario Pd rompe il silenzio, dalle sue segnalazioni è scattata l’indagine: un sistema distorto che durava da anni
CELANO. «Un sistema che per anni ha distorto la democrazia e paralizzato la città a causa di logiche individualiste e clientelismo». Non usa mezzi termini Calvino Cotturone per descrivere il sistema amministrativo che si sarebbe instaurato a Celano nelle ultime legislature.
Il segretario cittadino del Partito democratico è colui che ha fatto scattare l’inchiesta grazie alle sommarie informazioni testimoniali rilasciate riguardo ad alcuni atti amministrativi adottati in Comune negli anni passati. «Celano per anni è stato paralizzato da logiche individualiste e da un sistema che non ha favorito lo sviluppo economico e sociale del paese in maniera equa», afferma il consigliere comunale, «sono stati di fatto favoriti pochi a discapito di molti altri. Un sistema da rinnegare». Secondo Cotturone, «è ora di recuperare il tempo perso, è ora di valorizzare Celano affinché possa crescere, così come accade in altri paesi limitrofi». Poi, l’esponente del Pd parla di «progetti che potevano essere realizzati in pochi mesi, ma che sono andati avanti per anni per semplice clientelismo. Il modus operandi messo in atto dal sindaco Settimio Santilli e dal vice Filippo Piccone non deve appartenere più alla città, perché tutto ciò è stato attuato a discapito della collettività e della trasparenza». È duro il segretario del Pd anche riguardo a quello che definisce “lo scaricabarile” in corso in questi giorni. «Ritengo grossolano e preoccupante il tentativo dei consiglieri di maggioranza di imputare e, si potrebbe osare, scaricare su Piccone tutte i reati oggetto di indagine e provare a salvare la totalità della macchina comunale coinvolta. Come affermato dallo stesso gip», sottolinea Cotturone, «anche, e non solo, il sindaco Santilli era ben consapevole di quanto accadeva e nulla ha fatto per evitarlo. Se lo si vuole dichiarare ignaro a tali dinamiche forse la fiducia concessagli andrebbe messa in dubbio a prescindere. Capiamo la delusione dei consiglieri rispetto ai gravissimi fatti accaduti ed è nella normalità delle cose prendere le distanze da come è stata gestita in questi ultimi anni la pubblica amministrazione: una gestione e un sistema che, ovviamente, non sono stati condivisi con il resto dei consiglieri di maggioranza della vecchia e nuova amministrazione».
«Ciò che ora ci si aspetta», auspica Cotturone, «è che i consiglieri tutti orgogliosamente si dissocino da metodiche indegne e non accettabili da nessuno. È tempo di consapevolezza, è tempo di rivolgere lo sguardo alla cittadina e di lavorare per riportare democrazia e trasparenza a Celano».
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