Cotugno, appello dei genitori per la sede

27 Luglio 2017

Liceo cerca casa, De Lellis (comitato Scuole sicure): «Costruttori, aiutateci a trovare un immobile»

L’AQUILA. No ai doppi turni delle lezioni, no a perdite di tempo, stop alle ipotesi e alle proposte senza strategia, poco praticabili e che gettano di nuovo nel caos le famiglie dei ragazzi che a settembre dovranno tornare sui banchi di scuola.
Già comincia a diffondersi un certo malumore tra i genitori degli studenti del Liceo Cotugno dopo le prime ipotesi sui doppi turni, in mancanza di una sede alternativa per l’istituto dopo la sentenza del Tar che ha escluso la riapertura della sede di Pettino.
Le verifiche di vulnerabilità sismica nell’edificio, da parte della Provincia, nel 2013, sancirono il mancato raggiungimento dei requisiti minimi di resistenza ai carichi gravitazionali e verticali. Un edificio, quello del Cotugno, sottoposto poi a prove di carico che lo hanno tenuto lungamente chiuso. Ora il Tar Abruzzo, bocciando la decisione della Provincia di riaprirlo anche solo in parte, impone nuove verifiche sull’immobile.
Quella dei doppi turni è un’ipotesi da scongiurare secondo una mamma, Marianna De Lellis, tra i soci fondatori del comitato “Scuole sicure”, certa di interpretare anche il pensiero di altri genitori. Guai a tornare ai ritmi innaturali dell’inverno scorso, quando, da gennaio a marzo, centinaia di studenti del Liceo furono costretti ad andare a scuola nel pomeriggio, rinunciando alla loro vita extrascolastica e con difficoltà organizzative per le famiglie.
«Comprendiamo il sindaco e tutte le difficoltà che sta incontrando per risolvere una situazione che sembra senza via d’uscita», commenta De Lellis, «ma è inaccettabile che siamo esattamente allo stesso punto di cinque mesi fa». Su queste problematiche il comitato si sta confrontando in maniera serrata. Bocciata la proposta dei doppi turni , accantonata la possibilità di dotarsi di Musp in cui ospitare le scuole ritenute meno sicure per i tempi lunghi delle gare d’appalto, resta in piedi l’alternativa di ripristinare i locali dell’ex Optimes. Ma anche qui: tempi troppo lunghi. Sono in corso le verifiche e, comunque, ci vorrebbero diversi mesi per portare a termine i lavori d’adeguamento necessari a ospitare aule scolastiche e spazi per i docenti.
I genitori lanciano la loro idea: «Utilizzare uno dei tanti immobili in disuso all’Aquila, ce ne sono diversi all’interno dei nuclei artigianali e industriali». Di qui l’appello all’Ance e anche a tutti gli ordini professionali, primi tra tutti gli ingegneri: «Devono partecipare, dire la propria, aiutarci. I costruttori potrebbero mettere a punto una mappa dei capannoni o degli altri grandi edifici privati non utilizzati», dice De Lellis. Per la quale «è preferibile rinunciare a un laboratorio che mandare i ragazzi in scuole non sicure».(m.g.)
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