Cotugno: i dubbi degli insegnanti sul rientro nell’edificio di Pettino

Solo una parte dichiarata agibile, chiuso ancora il Corpo F. Si cercano aule per spacchettare il Liceo Lettera dei docenti alle istituzioni: «Vogliamo i dati sulla sicurezza, Lolli l’aveva promesso»
L’AQUILA. Ancora dubbi e polemiche sul Cotugno: ieri alcuni insegnanti della scuola (è in corso una raccolta di firme per formalizzare tutte le adesioni) hanno deciso di inviare una lettera alle istituzioni per chiedere, per l’ennesima volta, chiarezza. La scuola, dopo essere stata trasferita per un mese nei locali dell’Itis a Colle Sapone, costretta alle lezioni pomeridiane, da lunedì tornerà Pettino.
Ma nell’edificio, chiuso per indagini da febbraio, non potranno rientrare tutte le classi. La Provincia ha stabilito di interdire quasi la metà della struttura (il corpo F) per «ulteriori verifiche». Ieri, perciò, è partita la ricognizione delle aule libere anche nelle altre scuole della città, in particolare a Colle Sapone: l’idea è di «spacchettare» l’istituto e ricollocarlo in più sedi, per permettere la ripresa delle lezioni di mattina. Intanto, nessuna notizia da parte dei tecnici Reluis che avrebbero dovuto analizzare la situazione e decidere sulla possibilità o meno di riaprire l’edificio. Studenti e personale della scuola, adesso, si chiedono a cosa sia servito un mese di chiusura dello stabile e promettono una massiccia partecipazione alla manifestazione organizzata per oggi pomeriggio.
IL DOCUMENTO. «Il documento della Provincia che stabilisce il rientro del Liceo Cotugno in una parte dell’edificio di via da Vinci, è pieno di incongruenze», scrivono i docenti. «Ben pochi sono i nuovi dati acquisiti, che peraltro non vengono resi noti. Ci fanno rientrare nel vecchio edificio sulla base di due elementi: la relazione dell’ingegnere Giuseppe Pace, che al momento non è dato conoscere, e il certificato di Idoneità statica e Agibilità sismica del 2009. Peraltro, dal documento si evince chiaramente che una nuova verifica dell’analisi statica e un aggiornamento dello studio di vulnerabilità sismica, non sono stati fatti».
CHIUSURA CORPO F. La chiusura «precauzionale» del corpo F viene motivata con l’attesa di nuovi controlli e verifiche, sulla base delle linee guida dettate dalla Reluis, nonché dell’esecuzione dei lavori di adeguamento strutturale. «Ma le due cose sono contraddittorie», secondo gli insegnanti: «o si decide di approfondire i controlli, mettendo in dubbio i dati dell’analisi statica del 2013, oppure si decide di fare i lavori di adeguamento strutturale, già finanziati per 750 mila euro, dando per buoni quei dati. Del corpo F ci faranno usare rampe e pianerottoli (altrimenti sarebbe impossibile muoversi e uscire dall’edificio) sulla base delle prove di carico che hanno dato esito positivo. Ma le stesse prove di carico sono state effettuate anche nelle aule del corpo F: come mai queste non sono utilizzabili? Per la parte restante dell’edificio che si dichiara sicura, perché non viene emesso un nuovo certificato di agibilità?».
PACCHI POSTALI E TOPI. «Ci si impone un rientro in tempi brevissimi, senza tener conto delle enormi difficoltà organizzative che questo comporta», continua il documento. «Siamo trattati peggio di pacchi postali. Come se tutto questo non bastasse, si è anche scoperto il furto di materiale di valore all’interno dell’istituto, dove oltre ai ladri sono entrati anche i topi».
L’INCONTRO. A gennaio il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, aveva promesso un incontro dopo i controlli: «Esigiamo che questo impegno venga mantenuto».
LA MANIFESTAZIONE. Gli insegnanti assicurano adesione «con convinzione» alla manifestazione di oggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

