Covid, appello ai giovani: siate responsabili

30 Settembre 2020

L’ex primario D’Andrea avverte: «In famiglia atteggiamenti a rischio». Ma ieri nessun contagio

SULMONA. «Se a breve le cose non cambieranno, e continueremo a vedere quel che vediamo andando in giro, la situazione attuale è destinata a peggiorare rapidamente in maniera repentina. E allora saranno dolori». È preoccupato da un possibile aumento dei contagi il presidente dell’associazione Amici della Fondazione Isal, Gianvincenzo D’Andrea, già responsabile del dipartimento di emergenza urgenza della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
«In tutte le regioni italiane stanno gradatamente riaprendo i reparti Covid che erano stati chiusi, per accogliere i malati che hanno bisogno di ricovero e in diverse città le terapie intensive si stanno anch’esse riempiendo con persone che hanno contratto l’infezione in forma gravissima», avverte D’Andrea. «Di nuovo, rispetto alla scorsa primavera, c’è che l’età dei ricoverati si è sensibilmente abbassata: ora hanno, in media, 45 anni. Inoltre», incalza il medico, «la linea di contagio sembra svilupparsi all’interno dei nuclei familiari o di conoscenti. E sembra che a innescare i focolai all’interno delle famiglie siano sopratutto i giovani, che nonostante i ripetuti inviti da parte delle istituzioni, continuano platealmente a ignorare le regole di protezione (mascherine, distanziamento) e continuano tranquillamente ad assentarsi come se la pandemia fosse un problema degli altri e non anche loro».
«Evidentemente nelle loro case nessuno gli fa capirecon chiarezza che lo stesso virus che a loro non procura danni è capace di far ammalare gravemente (e anche uccidere!) i loro genitori ed i loro nonni», rimarca il presidente degli Amici della Fondazione Isal. «In mancanza di una efficace e costante opera di sensibilizzazione (da parte dei genitori in primis) per portare i ragazzi ad avere comportamenti responsabili al di fuori dell’ambiente familiare, che senso ha riorganizzare la presenza a scuola per ridurre il rischio del contagio quando fuori tutto rimane come prima?», osserva D’Andrea. «Se a breve non ci sarà un inversione di rotta», avverte concludendo, «con l’arrivo della stagione fredda la situazione attuale è destinata a peggiorare. Con gravi ripercussioni per tutti».
Il virus, nel frattempo, ha concesso una piccola tregua con nessun contagio registrato nella giornata di ieri. Fino a tarda sera tutti i tamponi esaminati nei laboratori di Teramo e L’Aquila sono risultati negativi con la situazione che resta ferma in Centro Abruzzo a 202 (198 in Valle Peligna e 4 in Alto Sangro). (c.l.)