Crac da 43 milioni, scattano nove arresti

Ai domiciliari anche un 37enne di Tagliacozzo presunto prestanome dell’organizzazione smantellata dalla Finanza
TAGLIACOZZO. C’è anche un uomo di Tagliacozzo, Daniele Ciucci, 37 anni, tra gli arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di finanza che ha portato a smantellare una presunta associazione per delinquere dedita alla commissione di reati fallimentari, riciclaggio e autoriciclaggio. Ciucci si trova ai domiciliari. Secondo le Fiamme gialle è un prestanome di due aziende, una con sede a Carsoli e l’altra a Guidonia (Roma). I militari del Gruppo tutela mercato capitali del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Roma ieri mattina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale romano nei confronti di nove persone. Altri cinque sono gli indagati a piede libero. Le indagini hanno preso le mosse dal fallimento della Gepin Contact spa, operante nel settore dei call center, e hanno consentito di smantellare la presunta organizzazione che, attraverso la costituzione di una pluralità di società, tutte amministrate direttamente o indirettamente dagli associati, ha deliberatamente condotto l’impresa al dissesto, con un passivo di oltre 43 milioni di euro. Lo scopo era quello di sottrarre ai creditori la massa debitoria. Al fine di rendere inefficaci le procedure di riscossione coattiva, inoltre, il capitale sociale dell’azienda fallita è stato formalmente ceduto a una persona giuridica bosniaca legalmente rappresentata dal figlio di un personaggio condannato per crimini di guerra contro l’umanità quale comandante di un gruppo para-militare operante nella ex Jugoslavia. Prima di tale cessione, liquidità per circa 2 milioni di euro sono state distratte a favore degli associati o fatte confluire nelle casse delle altre imprese del gruppo, facendo così rientrare nel circuito economico “pulito” il denaro “sporco”. In carcere sono finiti i romani Giacomo Baccaro, 43 anni, al vertice della presunta associazione, Massimo Giaffreda, 49enne, per gli inquirenti braccio destro di Baccaro, e Claudio Pauselli, 61 anni, considerato il fiduciario di Baccaro. Ai domiciliari, oltre al marsicano Ciucci, si trovano Antonietta Baccaro, sorella di Giacomo, 57 anni, Cinzia Cenni (48), Salvatore Scialpi (54), Gabriele Dimache (52) e Costantin Ionita (42). Il giudice ha disposto il sequestro, quale profitto dei reati commessi, di somme di denaro e asset patrimoniali riconducibili ad alcuni indagati per circa 2,5 milioni. Tra i beni vi sono anche le quote societarie di una clinica polispecialistica e di un bar-pasticceria-ristorante di Guidonia.
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