Crescono contagi e ricoveri in ospedale

1 Novembre 2021

Sono stati 47 i nuovi positivi in provincia dell’Aquila: quasi la metà a Sulmona. E a Celano si registra un’altra vittima

L’AQUILA. Continua a crescere la curva dei contagi in provincia dell’Aquila: salgono anche i ricoveri in Malattie infettive, mentre resta stabile, al momento, il numero dei pazienti più gravi in Terapia intensiva.
ALLARME CONTAGI
Sono 47 i nuovi positivi accertati ieri nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila (il giorno prima erano stati 19). Circa la metà dei casi accertati in tutto l’Abruzzo che sono stati 105. A preoccupare è la situazione epidemiologica di Sulmona che in un solo giorno ha fatto segnare 23 casi. Segue la Marsica con 18 e l’Aquilano con 6. Ieri in provincia dell’Aquila il Covid ha fatto registrare anche un’altra vittima.
UNA VITTIMA
Si tratta di Vittorino Villa, 87 anni, di Celano. Il pensionato è morto nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Villa era molto conosciuto in città dove per anni aveva gestito una rivendita di prodotti per l’agricoltura. Ieri, alle 16, la benedizione della salma al cimitero di Celano. Il commerciante lascia la moglie Ivana e i figli Agostino e Cinzia.
AUMENTANO I RICOVERI
«Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un aumento dei pazienti provenienti principalmente da Sulmona», spiega il primario delle Malattie infettive Covid del San Salvatore, Alessandro Grimaldi, «l’andamento dei posti letto occupati oscilla tra i 16 e i 24: assistiamo a un continuo ricambio tra dimessi e nuovi ricoveri. L’aumento dei contagi il provincia dell’Aquila», evidenzia Grimaldi, «è espressione di vari fattori primo fra essi i clusters che si sviluppano a livello familiare dove ci sono membri non ancora vaccinati, ma anche la perdita di efficacia del vaccino in persone che oramai hanno fatto l’ultima dose tra i sei e gli otto mesi fa. Inoltre l’aumento dei positivi», prosegue il primario del San Salvatore, «è legato anche alla stagione fredda che favorisce la circolazione del virus e alla socialità negli ambienti chiusi dove si infettano soprattutto giovani non vaccinati. Come non sono vaccinati i tre quarti dei pazienti che stiamo ricoverando nell’ultimo periodo. Solo una piccola parte sono vaccinati, ma si tratta di persone fragili come anziani o immunodepressi che non hanno avuto una risposta immunitaria al vaccino. L’appello», conclude Grimaldi, «è continuare a vaccinarsi perché siamo di fronte ad una malattia pericolosa e a utilizzare le mascherine che offrono una garanzia di protezione soprattutto negli ambienti affollati».
L’aumento dei contagi non sembra incidere, al momento, sui ricoveri in Terapia intensiva. «Tutto merito del vaccini che, fino ad ora, non ha permesso al malattia di evolvere in forma grave», spiega il professor Franco Marinangeli, responsabile della Terapia intensiva Covid del San Salvatore, «al momento abbiamo un solo ricoverato, mentre nei giorni scorsi abbiamo trasferito un paziente grave all’Umberto I di Roma per essere sottoposto ad Ecmo e un secondo alla Terapia intensiva dell’ospedale di Sulmona. Due di loro erano vaccinati, ma fragili. Si tratta dei primi casi visto che in passato», conclude Marinangeli, «in reparto abbiamo avuto solo persone non vaccinate».
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