Crisi al Comune, Ranalli non convince Gerosolimo

7 Febbraio 2016

Il gruppo vicino all’assessore dice sì alla giunta tecnica ma resta all’opposizione La spaccatura in seno al Pd resta un ostacolo insormontabile per il sindaco

SULMONA. Di notte fanno gli accordi e di giorno li rompono. Venerdì sera, nell’ennesimo incontro – presente anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso – per risolvere la crisi amministrativa del comune di Sulmona, l’assessore regionale Andrea Gerosolimo aveva dato il suo assenso a una giunta tecnica. Il tutto garantendo che i “suoi” quattro consiglieri comunali avrebbero fatto altrettanto, appoggiando il nuovo esecutivo che si andava a formare. Forte di questa assicurazione il sindaco Peppino Ranalli, ieri all’ora di pranzo, ne ha incontrati due nel suo ufficio di via Carso. Ma i due consiglieri lo hanno subito gelato dicendogli di voler valutare di volta in volta le decisioni da prendere in aula. Nessun sostegno a scatola chiusa ma neppure un atteggiamento ostile «a patto, però, di avere di fronte una giunta di alto profilo, sganciata dai partiti, con assessori non riconducibili ad aree politiche. Come dire, una vera giunta tecnica». I consiglieri comunali di “Sulmona al centro” sono stati franchi con il primo cittadino ribadendo quello che vanno dicendo fin dal primo momento: «Noi siamo minoranza e in minoranza restiamo. Non abbiamo interesse alcuno a fare da stampella al sindaco e alla giunta, quindi se Ranalli al momento del varo della giunta non avrà una sua maggioranza andremo tutti a casa». Insomma l’esatto contrario di quello che aveva garantito l’assessore regionale in presenza di D’Alfonso. «La crisi è tutta all’interno del Partito democratico, e tra una parte del Pd e il sindaco. Sono loro che la devono risolvere», hanno ribadito anche ieri i quattro consiglieri che fanno capo a Gerosolimo. E bisogna dire che se uno fa due conti, i quattro (tra i quali ci sono due eletti nelle liste civiche che appoggiavano il sindaco e che prima facevano parte della maggioranza), hanno proprio ragione. Nel consiglio comunale il Pd può contare sette consiglieri, più il primo cittadino, tutti con in tasca la tessera del partito di Renzi.

È se a questi si aggiungono i socialisti, che hanno sempre dichiarato di stare con il sindaco, Sel che ha fatto altrettanto, almeno con il suo consigliere comunale di riferimento, ed Enea Di Ianni, l’unico a passare dall’opposizione in maggioranza, ecco che il sindaco non avrebbe problemi a ottenere i numeri per ricostituire la giunta e continuare a governare la città anche senza i quattro consiglieri vicini a Gerosolimo.

Numeri che, però, restano solo sulla carta, perché i sette con tessera Pd sono spaccati in tre gruppi, uno contro l’altro. (c.l.)

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