Crisi comunale, consiglieri al bivio
Attese le dimissioni. E Salvati sollecita un vertice di maggioranza
SULMONA. Tutti dicono di essere pronti a firmare ma nessuno lo fa. L’incontro che era in programma ieri tra i consiglieri di minoranza proprio per verificare l’effettiva disponibilità di tutti a sottoscrivere le dimissioni contestuali è infatti nuovamente saltato. Problemi di lavoro per alcuni, improvvise indisposizioni per altri. L’impressione è che il risultato elettorale stia inducendo un po’ tutti a pensare se sia il caso o meno di andare subito alle elezioni o se optare per un anno di commissariamento del Comune. Se i 9 consiglieri comunali si dimetteranno entro il 24 febbraio si voterà a maggio se firmeranno dopo si andrà al prossimo anno. Votare a maggio, per gli avversari politici di Andrea Gerosolimo, significherebbe consegnare nuovamente il Comune nelle sue mani visto lo strapotere elettorale dimostrato nelle regionali con l’elezione della moglie Marianna Scoccia contro tutto e tutti. E in questo senso va letta la chiamata alle armi di Mimmo Di Benedetto che punta a ricreare l’area del centrosinistra.
«È il momento di tirare le somme per questa amministrazione, di sancirne il palese fallimento politico», sottolinea Maurizio Balassone di Sbic. «Le cose fatte sono poche, pasticciate, senza alcuna condivisione persino in maggioranza». Il consigliere Fabio Pingue conferma la presa di distanza dal sindaco ma precisa di non guardare, per quel che riguarda il suo futuro politico, ai 5 Stelle ma al progetto già avviato con le Regionali. Elisabetta Bianchi lancia strali sugli elettori sulmonesi per aver votato la Scoccia e annuncia la resa dei conti in consiglio comunale. Intanto, Roberta Salvati sollecita un vertice di maggioranza per chiarire la situazione a palazzo San Francesco. «La giunta ha un assessore in meno e la maggioranza sta perdendo pezzi», rimarca la Salvati, «il sindaco non può più tacere». (c.l.)
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