Crisi comunale, il centrodestra è diviso

Oggi consiglio comunale, il sindaco non ci sarà. Scaramucce fra i consiglieri Pd e Alfatti Appetiti
AVEZZANO. Tutti i componenti dell’amministrazione De Angelis devono apertamente dichiarare di stare nel centrodestra. Base questa per avviare una trattativa – non facile vista la connotazione civica – volta a garantire la governabilità di Avezzano. È una delle proposte emerse nel vertice tenuto ieri sera dai rappresentanti di Forza Italia (Aureliano Giffi), Udc (Lino Cipolloni e Leonardo Rosa), Fratelli d’Italia (Aurelio Bruni) e Lega (Leonardo Casciere). Ma non tutti sono d’accordo perché c’è chi preme per una soluzione più moderata. L’incontro è stato voluto alla vigilia del consiglio comunale di oggi (ore 11) per procedere alla surroga dei consiglieri comunali, così come sancito dalla sentenza del Consiglio di Stato. Al consiglio non dovrebbe partecipare il sindaco dimissionario Gabriele De Angelis. Dopo l’azzeramento della giunta, qualcuno fra i consiglieri gradirebbe anche il congelamento della posizione di Iride Cosimati, presidente del consiglio. La riunione si è tenuta nello studio dell’avvocato Casciere. Solo 24 ore prima i rappresentanti dell’altra coalizione, quella dell’ex sindaco Gianni Di Pangrazio, si sono ritrovati per una cena. Alla presenza dei tre consiglieri comunali Udc. In attesa di giocare a carte scoperte e conoscere le mosse dei tre, continuano le scaramucce politiche. I consiglieri del Pd, Roberto Verdecchia e Domenico Di Berardino, chiamano De Angelis «a un bagno di umiltà». Ricordando che solo adesso «tenta mestamente un dialogo con chi aveva disprezzato prima, ignorato volutamente per sette mesi e 19 giorni, nell’attesa di una sentenza, scontata nel suo esito. Il tutto senza nulla voler dire circa le spese legali sostenute per la non necessaria costituzione del Comune pari a 40mila euro accollate, per il momento, al cittadino». Concludono Verdecchia e Di Berardino: «Per le vicende politiche di cui si parla, ci si confronta esclusivamente sui programmi condivisi, proposti dagli schieramenti politici e non imposti da alcuno». La replica al Pd porta la firma di Roberto Alfatti Appetiti, portavoce di De Angelis: «L’esito della sentenza del Consiglio di Stato era tutt’altro che previsto e prevedibile, giacché le spese legali sono state compensate proprio per la sostanziale originalità dell’oggetto e le complesse implicazioni interpretative ad esso relative. Chi dovesse insinuare il contrario dimostrerebbe poca attenzione a quanto sancito dalla sentenza stessa. L’amministrazione ha sempre cercato di garantire la governabilità nel precipuo interesse dei cittadini. Nove mesi or sono, dopo una durissima campagna elettorale, la governabilità era una mera utopia e ancora oggi, come le dimissioni del sindaco testimoniano, rimane un traguardo difficile da raggiungere. Traguardo non impossibile, laddove il sindaco De Angelis dovesse confrontarsi con politici che abbiano a cuore il bene della città, tra i quali non potranno essere annoverati coloro che sono abituati ad abbaiare alla luna».
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