Crisi in Comune, l’Udc passa all’incasso

Il partito che ha salvato la giunta rinuncerà a un assessore, ma vuole un riconoscimento politico
AVEZZANO. Salvezza targata Udc per l'amministrazione De Angelis: un sacrificio che attende una giusta ricompensa, in primis per l'assessore uscente, Rocco Di Micco, rimasto in sella solo per qualche settimana. Nessuna rivendicazione, per carità, manca ancora la prova regina, l'approvazione del consuntivo (21 maggio, alle 17) per certificare la salvezza dell'amministrazione, dove i centristi sacrificheranno uno dei due esponenti di giunta. Ma il messaggio che arriva dal segretario cittadino, nonché consigliere comunale, Leonardo Rosa, seppure in versione rassicurante, è chiaro. Quel passo indietro ha una sua valenza politica. «L’Udc», afferma Rosa, «ancora una volta ha dimostrato tutta la propria competenza e capacità nell'affrontare e risolvere una situazione di grande emergenza». Per ricomporre il quadro, infatti, i centristi hanno giocato un ruolo di primissimo piano quali pontieri tra il sindaco e i malpancisti, culminato con il sacrificio in arrivo dell'assessore al Suap e alle attività produttive. Per questo l’Udc «resta a completa disposizione per profondere il proprio impegno in tutte le realtà anche non necessariamente comunali. Questo atteggiamento», conclude il segretario cittadino, «dimostra come l’Udc non ragioni sulle poltrone ma sugli interessi della città in funzione delle capacità delle persone che sono chiamate a contribuire con spirito di servizio». Al sindaco il compito di ripagare il passo indietro dell’Udc, chiave di volta per spingere la sua navicella lontano dagli scogli. Anche se qualche spuntone ancora minaccia la navigazione: i malpancisti, infatti, gradirebbero le nomine dei due assessori in quota Responsabilità civica prima del voto sul consuntivo. L’ex sindaco, Gianni Di Pangrazio, invece, prima pungola il suo successore, per i continui cambi di casacca, «dal civismo, al centrodestra, al fritto misto, segno di una grande confusione, tipica di chi vive alla giornata nella speranza di sopravvivere». Poi lo bacchetta «per i continui battibecchi, le contrapposizioni frontali con tutti. Un sindaco», afferma Di Pangrazio, «dev’essere istituzionale, fare opera di pacificazione, non scontrarsi con chiunque, civilmente, gli sottopone un problema. Non siamo nel Far West». In vista della pacificazione nella maggioranza, il presidente del consiglio Iride Cosimati dà il la alla ricostituzione della II e IV commissione: l’elezione di presidenti e vice prevista il 24 maggio.
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