Crisi nel Pd, Rapino sospende i consiglieri disobbedienti
SULMONA. Da un lato l’obiettivo è restituire al circolo di Sulmona la vera forma e la reale sostanza del Partito democratico, dall’altro è necessario mettere in campo tutto il capitale umano a...
SULMONA. Da un lato l’obiettivo è restituire al circolo di Sulmona la vera forma e la reale sostanza del Partito democratico, dall’altro è necessario mettere in campo tutto il capitale umano a disposizione per la realizzazione di un progetto vero che sia al servizio di questa città. Sono questi i punti cardine sui quali procede, in questi giorni, il lavoro del segretario regionale del Pd Marco Rapino che ufficializza la decisione della commissione del partito di sospendere i due consiglieri comunali Alessio Di Masci e Fabio Ranalli, che avevano contribuito, firmando le dimissioni, allo scioglimento del consiglio e alla fine anticipata della giunta guidata da Peppino Ranalli. L’annuncio arriva all’indomani dell’intervento dei due sub commissari del Partito democratico, Amedeo Fusco e Antonio Mazzetti che lo stesso Rapino aveva voluto al suo fianco. Sia Fusco che Mazzetti avevano accolto con favore l’iniziativa di Bruno Di Masci di aprire un confronto con la città per discutere dei problemi da affrontare e risolvere. Iniziativa che ora Rapino contesta. «La città è stanca e ci sta dicendo basta. I suoi cittadini non hanno alcuna intenzione di assistere ad ulteriori scontri che da una parte non producono risultati positivi e dall’altra non danno prova di quanto di buono la politica possa fare e realizzare per una comunità», afferma Rapino. «Noi dobbiamo essere al fianco delle persone e lo saremo in termini concreti, mettendo in piedi un progetto sano per il futuro di Sulmona e dimostrando la volontà di cambiare. E lo faremo subito dopo Pasqua». (c.l.)
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