Critiche al ministro: «Gasdotto dannoso»

22 Gennaio 2023

I comitati cittadini contro Pichetto Fratin: non verifica i dati del progetto, nessuna emergenza metano

SULMONA. Non si è fatta attendere la replica dei comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona e del coordinamento “No hub del gas” dopo le parole del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sulla realizzazione del metanodotto tra Sulmona e Foligno. «Non sorprende che il ministro, come del resto i suoi predecessori, prenda per oro le tesi della Snam senza sottoporle a nessuna verifica», commentano i comitati, guidati dal presidente Mario Pizzola. «Eppure dai dati contenuti nell’ultimo documento Snam sottoposto a consultazione pubblica», aggiungono, «emerge chiaramente che in Italia non c’è nessuna emergenza gas, anzi nell’anno appena concluso il nostro Paese ha addirittura esportato all’estero oltre 3 miliardi e 200 milioni di metri cubi di metano, praticamente l’intero quantitativo prodotto a livello nazionale». In un convegno all’Aquila, Pichetto Fratin ha dichiarato che «il metanodotto Sulmona-Foligno andrà avanti perché ha la funzione di portare in sicurezza il Paese e renderlo sicuro significa avere la garanzia che imprese e famiglie hanno l’energia».
Insieme al ministro, i comitati ne hanno anche per il presidente della Regione Marco Marsilio: «Discutono di energia rinnovabile ma continuano ad approvare progetti per fonti fossili come il metanodotto e la centrale Snam», un’opera «dannosa e inutile».
«Nei confronti del 2021», commentano ancora i comitati, «i consumi di gas sono diminuiti di 8 miliardi di metri cubi passando da 76 a 68 miliardi, e le previsioni dello Stato (Pniec) e della stessa Snam dicono che nel 2030 i consumi scenderanno a meno di 60 miliardi di mc. Ma si tratta di un dato sovrastimato perché è realistico ritenere che, per effetto del notevole sviluppo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, nel 2030 i consumi non supereranno i 50 miliardi». Perciò, per i comitati, «la Linea Adriatica è non soltanto un'opera molto dannosa ma è anche completamente inutile. Il ministro accerti piuttosto perché il costo dell'opera è aumentato in soli 2 anni del 50%, passando da 1,6 miliardi di euro a 2,4 miliardi». Critiche anche a Marsilio che «durante tutta la sua presidenza ha ignorato totalmente il problema del metanodotto. Occupandosi solo dei ristori successivi all'approvazione». (l.p.)
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