«Criticità nei bilanci del Comune» Ecco l’analisi della Corte dei Conti

2 Agosto 2021

Sotto esame il rendiconto 2019 e il documento di previsione 2020-2022: «Continuare le azioni intraprese ridurre i costi e adottare una adeguata cultura dei pagamenti da compiersi entro le scadenze stabilite»

L’AQUILA. La sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti ha rilevato, in una recente deliberazione, “criticità” nel rendiconto 2019 e nel bilancio di previsione 2020-2022 del Comune dell’Aquila. E per questo ha disposto «che l’ente ponga in essere azioni volte a rafforzare la riconduzione di tutte le fasi di bilancio – dalla programmazione, alla gestione, al riaccertamento dei residui e alla rendicontazione – entro i parametri di una sana e corretta gestione finanziaria e contabile, al fine di salvaguardare il rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica, dandone comunicazione a questa Corte entro sei mesi dalla ricezione della presente deliberazione».
Inoltre, ha disposto che «l’organo di revisione comunale vigili sulla corretta attuazione delle azioni correttive che l’ente porrà in essere».
Nella delibera della Corte dei Conti si riportano nel dettaglio le criticità emerse.
In particolare, per quanto riguarda il bilancio di previsione 2020-2022 «l’ente dovrà continuare le azioni intraprese al fine di limitare il debito complessivo, sia attraverso la riduzione e l’efficientamento dei costi, sia attraverso l’adozione di una adeguata cultura dei pagamenti da compiersi entro le scadenze stabilite. Ciò al fine di evitare di dover accantonare, quale fondo di garanzia dei debiti commerciali, il 5 per cento degli stanziamenti riguardanti la spesa per acquisto di beni e servizi, erodendo risorse destinate alla collettività».
Sul rendiconto 2019 del Comune dell’Aquila, la Corte dei conti rileva che «l’ente ha approvato il rendiconto 2019 nei termini previsti dalla normativa, che per l’esercizio in esame, ha disposto una deroga a causa degli effetti dell’emergenza pandemica dovuta al Covid-19. Si raccomanda per gli esercizi futuri di rispettare il termine ordinario qualora non dovessero essere confermate analoghe deroghe».
Inoltre, «come già emerso nelle precedenti pronunce di questa sezione, l’ente ha provveduto a ottimizzare il processo di riscossione con l’affidamento del servizio di riscossione coattiva all’Agenzia delle entrate i cui primi effetti sono riscontrabili già nell’esercizio 2019. Infatti, nei titoli 1 e 3 dell’entrata si rileva l’incasso della quasi totalità delle somme accertate. Ciò nonostante si raccomanda nuovamente all’Ente di prestare massima attenzione alla fase di accertamento, momento fondamentale nella gestione delle entrate, che oltre a poter garantire un trend storico affidabile per gli stanziamenti da inserire nel bilancio di previsione, costituisce base per evidenziare i crediti dell’Ente da riscuotere per il tramite del soggetto incaricato».
Si riscontra «che sono stati istituiti dei gruppi di lavoro per la gestione dell’attività di ricognizione e analisi intersettoriale di tutti i residui attivi e passivi dell’ente al fine del rispetto del principio di veridicità delle scritture contabili. Con il riaccertamento ordinario dei residui, in fase di predisposizione del rendiconto 2019, sono stati eliminati residui attivi e passivi, derivanti dagli esercizi precedenti a quello di riferimento, rispettivamente per 47.992.030 euro e 33.614.406 euro».
Sulle società partecipate (fra cui vanno citate Asm, Ama, Afm, Sed) i giudici del controllo contabile raccomandano «l’esercizio di ogni attività di indirizzo e controllo, vieppiù per le partecipazioni totali, con particolare attenzione alle scelte assunte in ordine alla gestione dei costi, pretendendo dalle partecipate la redazione dei programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale concreti e puntuali e monitorando la redditività della gestione caratteristica delle società. Tali attività sono necessarie, ma anche utili al fine di valutare correttamente i dovuti accantonamenti che gravano sulle risorse destinate ai servizi da garantire ai cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA