Croce Rossa, nessun rischio soppressione per la sede aquilana

10 Gennaio 2016

L’AQUILA. L’attività del Centro di raccolta sangue della Croce Rossa dell’Aquila è ferma dal primo gennaio scorso. Cioè da quando è entrata in vigore la privatizzazione della Cri, da parte del...

L’AQUILA. L’attività del Centro di raccolta sangue della Croce Rossa dell’Aquila è ferma dal primo gennaio scorso. Cioè da quando è entrata in vigore la privatizzazione della Cri, da parte del governo.

Un passaggio che richiederà la sottoscrizione di una nuova convenzione tra Croce Rossa e assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo. Sottoscrizione che avverrà entro la prossima settimana. A dettare i tempi è il presidente regionale della Croce Rossa, Maria Teresa Letta, che sgombra il campo di qualsiasi allarmismo. «Non ci saranno riflessi negativi» assicura «L’Aquila non perderà la sua sede storica, in via della Croce Rossa, né il Centro di raccolta sangue. La privatizzazione della Cri, così come voluta dal Governo, prevede una razionalizzazione sul territorio e l’adeguamento normativo per poter continuare l’attività di raccolta del sangue. In settimana verrà siglata una nuova convenzione con la Regione, che ci consentirà di operare come struttura privata. Stiamo preparando gli adempimenti necessari alla ripresa dell’attività di prelievo e raccolta del sangue, che è stata sospesa all’inizio dell’anno». Al centro di raccolta di viale della Croce Rossa, dove confluiscono migliaia di pazienti, si aggiunge l’auto-emoteca, che operano nei giorni festivi e raccoglie le donazioni nei paesi limitrofi. Quello dell’Aquila è un vero record. «Ogni anno il centro di raccolta della Croce Rossa aquilana riceve oltre 7mila donazioni di sangue» conferma Letta «L’Aquila è la prima città in Europa come indice di donazione in rapporto al numero di abitanti». Una cifra da primato che non ha subìto flessioni neppure nella fase del post-sisma: segno tangibile di una tradizione, quella delle donazioni di sangue, che è parte integrante del tessuto sociale aquilano. «Ripristineremo subito il servizio» conclude Letta «l’adeguamento è solo una formalità, che non comporterà ulteriori problemi». Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA