Crolli diffusi e danni: stanziati 14 milioni

La parte maggiormente colpita quella a Sud-Est con il ribaltamento delle murature sommitali
L’AQUILA. A seguito del terremoto del 2009 il Forte Spagnolo è stato gravemente danneggiato, a causa soprattutto di un gran numero di crolli. Poiché il complesso del castello è composto da più corpi di fabbrica, si è deciso di intervenire per sezioni. I primi lavori riguardano la parte maggiormente colpita, il corpo Sud-Est, con sopraelevazioni ottocentesche che hanno causato danni rilevanti della facciata esterna provocandone il ribaltamento delle murature sommitali con crolli diffusi delle murature nella parte centrale e un forte distacco a livello del solaio del medesimo piano.
«Il meccanismo di ribaltamento delle pareti longitudinali nel fronte cortile ha provocato lo schiacciamento dei pilastri del porticato, in accordo al meccanismo di ribaltamento dello stesso fronte verso l’interno visibile a occhio nudo», spiega il direttore dei lavori Antonio Di Stefano, «una rotazione dalla verticale misurabile in 15 centimetri ogni cinque metri di altezza. Proprio per evitare che il fenomeno facesse collassare la struttura, immediatamente dopo il sisma, con la collaborazione delle squadre del nucleo speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco, sfruttando la notevole massa muraria del fronte fossato, con un sistema di travi e funi in acciaio, si è ancorata la struttura interna del cortile che era andata in ribaltamento».
In seguito, a causa del notevole danno riportato dalla struttura, sono state effettuate delle indagini strumentali consistite nella misurazione delle vibrazioni ambientali in numerose posizioni della struttura muraria. «I test condotti avevano come obiettivo l’identificazione del comportamento dinamico dell’edificio (frequenze naturali e forme modali) e installati una serie di sensori, sempre in collaborazione con i vigili del fuoco. Si trattava di distanziometri digitali e di accelerometri», dice il direttore, «strumentazioni rimosse con l’andare avanti dei lavori che avevano lo scopo non solo di effettuare misurazioni necessarie per la progettazione ma anche di allarme per l’evacuazione della struttura all’occorrenza». Per il Forte Spagnolo, che prima del sisma ospitava gli uffici della Soprintendenza e del ministero dei Beni culturali, sono stati stanziati, complessivamente, a oggi, 14 milioni (delibera Cipe 135/2012). (m.c.)
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