Crolli in centro storico, altri edifici a rischio

14 Dicembre 2017

Da Fontesecco a via Roma immobili sotto osservazione. Il caso dei mancati commissariamenti

L’AQUILA. Liti tra proprietari, lungaggini procedurali, mancata presentazione delle integrazioni alle pratiche di ricostruzione, ricorsi e contenziosi: i motivi che stanno alla base di quelli che il sindaco Pierluigi Biondi definisce “i buchi neri della ricostruzione” sono diversi e spesso difficili da districare. Ma dato che la ricostruzione non riguarda soltanto singoli cittadini ma un’intera comunità, e per giunta viene portata avanti grazie ai fondi dello Stato, non si può fermare e di fronte all’inerzia dei committenti il Comune si è dotato di uno strumento a cui può fare ricorso per garantire la prosecuzione dei lavori: il commissariamento. Strumento che – se messo in atto a tempo debito – avrebbe forse potuto evitare il crollo parziale avvenuto nella notte tra lunedì e martedì dell’edificio di via Paganica, un evento che solo per caso non ha provocato ferimenti o danni maggiori, essendo l’edificio a ridosso di Piazza Palazzo, nel cuore del centro storico che torna alla vita e frequentatissimo nelle serate della movida.
A disciplinare il potere sostitutivo del Comune nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari ricomprese negli aggregati, che, “nei termini previsti dalle normative post-sisma, non hanno provveduto alla costituzione dei consorzi o che si sono mostrati inerti”, è l’ordinanza 3820 del 2009 (e successive ordinanze). Alla base della quale c’è un assunto semplicissimo: «I processi di ricostruzione», si legge nella delibera, «rappresentano l’obiettivo primario dell’amministrazione, diretto a conseguire la ripresa della città e il ritorno alla normalità nel rispetto del rientro della popolazione nelle abitazioni e della ripresa socio-economica del territorio». Il potere sostitutivo del Comune viene esercitato, appunto, mediante la nomina di un commissario. Alla luce dell’ordinanza ministeriale, esiste anche un Albo dei commissari approvato nel dicembre del 2016 e pubblicato sull’albo pretorio on line, ma inutilizzato; sinora, infatti, nessuno dei consorzi che hanno i requisiti in oggetto è stato commissariato. Intanto i muri di alcuni palazzi in centro storico continuano a gonfiarsi sotto il peso delle intemperie e delle scosse sismiche. Un esempio? A una prima occhiata non godono di grande salute, per esempio, due palazzi privati, uno a piazza Fontesecco e un altro di fronte alla chiesa di San Paolo, salendo da via Roma. E poi c’è Palazzo Carli, la cui fragilità è già stata denunciata di recente e segnalata con barriere provvisorie di sicurezza. L’elenco dei commissari, secondo quando stabilito nel disciplinare, dev’essere aggiornato ogni sei mesi tramite avvisi pubblici; ma questo non impedisce di poter nel frattempo fruire di un elenco perfettamente operante. (m.g.)
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