Crollo balcone, usati materiali scadenti

La Finanza di Piacenza ha scoperto una fornitura fasulla da parte di una ditta che ha avuto appalti nella ricostruzione
L’AQUILA. Torna di nuovo alla ribalta delle cronache il crollo del balcone al Progetto case di Cese di Preturo. Un crollo che soltanto per un miracolo non ha fatto vittime. Ora arriva una nuova conferma alle prime impressioni, peraltro abbastanza chiare e inequivocabili fatte da Forestale e Vigili del fuoco. Il crollo era dovuto a materiale scadente e lavori fatti male.
Infatti un'azienda piacentina risulta coinvolta nel crollo del balcone in una palazzina degli alloggi antisismici dell'Aquila costruiti dopo il terremoto del 2009.
Si tratta della Safwood, azienda che vendeva legname dichiarata fallita dopo una vasta indagine della Guardia di Finanza di Piacenza coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Colonna. Indagine in cui, oltre a varie ipotesi di bancarotta fraudolenta si ipotizzava anche il reato di truffa per aver partecipato all'appalto per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo presentando credenziali false. Configura secondo la Procura anche il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, contestato ad alcuni ex dirigenti Safwood. Per questo motivo il sostituto procuratore Antonio Colonna invierà nei prossimi giorni gli atti ai colleghi aquilani che hanno competenza sull'argomento. Indagine in cui, oltre a varie ipotesi di bancarotta fraudolenta, si ipotizzava anche il reato di truffa per aver partecipato all'appalto per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo presentando credenziali false.
Il quotidiano La Repubblica riporta al riguardo, alcuni significativi passi dell’informativa della Finanza. Le Fiamme Gialle hanno scoperto «una fornitura "fasulla" di 11 milioni di euro di materiale utilizzato per realizzare le 23 piastre in questione con legno scadente che non corrisponde a quel che era previsto nel bando pubblico per la realizzazione in emergenza delle 185 palazzine del progetto Case e non ha conseguito il rilascio di un certificato d'idoneità tecnica all'impiego, perché quel legno, oltre a non esser chiaro da dove viene, è incollato e non bullonato».
In base all'ipotesi degli inquirenti sono stati equiparati dal collaudatore del progetto Case dell'Aquila ai pannelli inchiodati per i quali è sufficiente il rilascio di un attestato di qualificazione.
Scrive ancora la Guardia di Finanza: «Appaiono interessanti le dichiarazioni rese dal consulente della ditta». «La Safwood rischiava di non superare il collaudo, con evidenti ricadute di carattere economico. Per quanto di mia conoscenza non ha concluso positivamente nessuna delle due procedure (tra cui la richiesta di rilascio di un certificato d'idoneità tecnica all'impiego, In particolare la seconda è stata interrotta dopo un mio colloquio con un membro della commissione di collaudo».
«La magistratura faccia piena luce su questo ennesimo scandalo. Invece di cominciare a costruire subito le case a L'Aquila e nei comuni del cratere, si preferì allora lo spettacolo mediatico. Questo è il risultato. Le palazzine del Progetto Case cascano a pezzi perché c'è stato chi ha fornito materiali fasulli».
Lo dice la senatrice Stefania Pezzopane, commendando la notizia.«Per ricostruire L'Aquila e i Comuni del cratere sono finiti i soldi», continua Stefania Pezzopane, «e trovarli ora, con questa crisi economica, é difficilissimo. Migliaia di progetti di ricostruzione, già istruiti ed approvati, sono fermi perché non ci sono le risorse».
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