Crollo del palasport, in due sotto processo

Introdacqua, nei guai direttore dei lavori e legale rappresentante. Scagionato l’ex sindaco Giammarco
INTRODACQUA. Due rinvii a giudizio, due assoluzioni e quattro sentenze di non luogo a procedere: si è chiusa con una decisione molto articolata la prima fase della vicenda giudiziaria nata dal crollo del tetto del palazzetto dello sport di Introdacqua, venuto giù il 10 febbraio 2012 in seguito a un’abbondante nevicata. Il gup Giorgio Di Benedetto ha mandato sotto processo il direttore tecnico dei lavori, Nicola Gabriele Di Cencio, e il legale rappresentante Giuseppe Verna. Nell’inchiesta erano coinvolti anche l’ex sindaco Giuseppe Giammarco, il tecnico ed ex consigliere comunale, Pasqualino Susi, e i tecnici Sergio Berardi, Gianni Giorgi, Franco Masciulli e Calogero Marrollo. Sia il sindaco Giammarco, che era finito dentro l’inchiesta per abuso d’ufficio per non aver convocato all’epoca dei fatti il consiglio comunale, che il tecnico Susi, hanno scelto la via del rito abbreviato. E il gup ha accolto le istanze del difensore del sindaco, l’avvocato Luca Tirabassi, assolvendo l’imputato perché il fatto non costituisce reato. Assolto anche Susi per non aver commesso il fatto. Gli altri quattro imputati sono stati invece prosciolti nel corso dell’udienza preliminare. La Procura aveva notificato inizialmente nove avvisi di garanzia, indagando per abuso d’ufficio anche l’ex sindaco, Terenzio Di Censo. È stato il gip a stralciare la sua posizione e a disporre l’archiviazione. Il palazzetto realizzato negli anni Novanta costò quasi un milione di euro, stanziati dalla Regione. Il crollo del tetto avvenne nella notte del 10 febbraio 2012 in seguito ad un’abbondante nevicata. La sera precedente una squadra di calcio locale si era allenata nel palazzetto, rischiando di finire sotto il tetto pericolante. Subito dopo il crollo la Procura aprì un’inchiesta. Nell’aprile 2016 s’interessò della vicenda anche una troupe di Striscia la notizia, sollecitata dagli allora consiglieri di minoranza. Una visita che riportò la vicenda del palazzetto agli onori della cronaca provocando anche una brusca accelerata del procedimento giudiziario che sembrava andare a rilento. Con i due rinvii a giudizio, le due assoluzioni e i quattro proscioglimenti si è chiusa la prima fase della vicenda che riprenderà il 13 marzo 2020 con la prima udienza del processo.
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