Crua, caso all’esame della Vigilanza: debito di 2,6 milioni

22 Gennaio 2021

AVEZZANO. La Commissione vigilanza della Regione Abruzzo, tornata a riunirsi ieri, ha affrontato il caso relativo al Crua (ex Crab), il Consorzio unico di ricerca con sede ad Avezzano. Relatore è...

AVEZZANO. La Commissione vigilanza della Regione Abruzzo, tornata a riunirsi ieri, ha affrontato il caso relativo al Crua (ex Crab), il Consorzio unico di ricerca con sede ad Avezzano. Relatore è stato il consigliere Francesco Taglieri. «Abbiamo audito sul punto Rocco Micucci, amministratore del Crua», spiega Pietro Smargiassi (Movimento 5 Stelle), presidente della Commissione vigilanza, «il commissario Taglieri ha relazionato ricordando i passaggi da cui si è mossi per la richiesta di inserimento, ribadendo a suo parere la sussistenza di una causa di ineleggibilità del dottor Micucci quale amministratore di Crua, avendo lo stesso ricoperto il ruolo di amministratore in Fira. L’amministratore Micucci ha esposto le sue ragioni per le quali ritiene infondate le motivazioni addotte. Su piano industriale e personale, sempre Micucci ha esposto sulla posizione debitoria. Il totale del debito ammonterebbe a circa 2 milioni 600mila euro; ad oggi tutti i dipendenti sono posti in cassa integrazione. L’amministratore ha comunque voluto ricordare l’importanza del Crua soprattutto come struttura di supporto nella fase di diffusione del Covid nella Marsica, auspicando un rilancio. Micucci ha riferito che l’approvazione del bilancio 2019 è stata dilazionata per evitare la messa in liquidazione, attraverso l’individuazione del nuovo partner, ovvero l’Istituto zooprofilattico di Teramo, cui cedere parte delle quote del Consorzio. Particolare attenzione è stata posta al piano licenziamenti e in tale ottica i commissari hanno richiesto di fornire la documentazione comprovante le scelte prese».