Cunicoli di Claudio, scontro sulla proprietà e la gestione

24 Agosto 2021

Quaglieri: la Regione pronta a convocare un incontro in accordo con il Comune La Soprintendenza ribadisce: solo l’Incile potrà essere affidato al Consorzio  

AVEZZANO. I Cunicoli di Claudio diventano un caso. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Mario Quaglieri: «La Regione sta seguendo l’evoluzione dei fatti e a breve convocherà un tavolo in accordo con il Comune di Avezzano». L’imponente opera di ingegneria che ha “svuotato” l’acqua del lago del Fucino e ora divenuta un’area di interesse archeologico e turistico è da anni chiusa al pubblico. «L’incontro», prosegue Quaglieri, «servirà per fare il punto sullo stato dell’arte e avviare un ragionamento sul modello di gestione futura rispetto alla parte turistica».
Il tavolo nei giorni scorsi era stato sollecitato a più riprese anche dall’assessore alle Aree archeologiche del Comune di Avezzano, Patrizia Gallese, poiché numerosi turisti avevano chiesto di poter visitare il sito. Al momento i Cunicoli sono chiusi per lavori in corso. Il cantiere, partito ai primi di maggio del 2019, sarebbe dovuto terminare in 90 giorni e invece dalla data di consegna delle opere sono trascorsi due anni. Ma alla vigilia di una possibile riapertura a tenere banco è la querelle sulla proprietà e sulla gestione. «La legge regionale numero 45 del 2019», spiega il commissario del Consorzio di bonifica, Danilo Tarquini, «che ha affidato i Cunicoli al Consorzio al momento non è stata ottemperata. Ricordiamo che prima di essere un sito turistico i Cunicoli sono un’opera di ingegneria idraulica e come tali necessitano di una ricognizione per valutarne lo stato. Supervisione non più rimandabile visto che non viene fatta da tempo», sottolinea Tarquini, «in caso di qualche crollo o cedimento l’acqua potrebbe non defluire più con tutte le conseguenze del caso Se i lavori sono terminati perché non ci sono state riconsegnatele le chiavi? Ci rivolgeremo alla Regione».
«La Regione», spiega la funzionaria della Soprintendenza, Emanuela Ceccaroni, «è proprietaria solo dell’Incile, che potrà gestire direttamente tramite il Consorzio di bonifica. Lo abbiamo fatto presente per iscritto, ma non ci ha mai risposto». C’è da aggiungere, infine, che nel 2015 la Camera di Commercio finanziò i lavori per 250 mila euro a patto che una volta terminati fosse bandita una gara per l’affidamento della gestione. Il progetto di riqualificazione e valorizzazione prevede l’ampliamento del percorso del Cunicolo del Ferraro da 120 a 240 metri rendendolo accessibile anche ai diversamente abili e la realizzazione di un circuito esterno all’area. (f.d.m.)
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