Cunicoli di Claudio, slitta la riapertura del sito

23 Agosto 2019

Problemi tecnici in corso d’opera hanno rallentato i lavori nell’area archeologica Previsto l’ampliamento del percorso che diventerà accessibile anche ai disabili

AVEZZANO. Slitta la fine lavori nell’area archeologica dei Cunicoli di Claudio: la tabella di marcia iniziale, che prevedeva la riconsegna dell’opera finita entro il 2 di agosto, è stata rallentata da un problema tecnico, spuntato in corso d’opera. Un problema che ha costretto la Soprintendenza archeologica, ente appaltatore dei lavori (250 mila euro) finanziati dalla Camera di Commercio dell’Aquila per aumentare l’appeal e la fruibilità di quel pezzo di storia della Marsica, a rivedere il cronoprogramma. Si allungano, quindi, i tempi per la riapertura dell’area archeologica, dove il progetto di riqualificazione e valorizzazione in corso amplierà il percorso del Cunicolo del Ferraro (da 120 a 240 metri), rendendolo accessibile anche ai diversamente abili. L’operazione, che prevede anche la realizzazione di un circuito esterno all’area archeologica – che è stata completamente recintata – aprirà le porte, seppur ai più esperti, a un primo tratto del Cunicolo Maggiore, finora interdetto alle visite turistiche.
Cresce, quindi, l’attesa in primis degli addetti ai lavori, la Dmc e le associazioni che organizzano visite guidate, sia sul versante avezzanese di partenza, che all’uscita del lungo tunnel nel territorio del comune di Capistrello, per reinserire quell’imponente opera d’ingegneria idraulica, realizzata dall’imperatore Claudio tra il 41 e il 52 d.C. nel cartello delle offerte turistiche della Marsica. Per gli interventi di messa in sicurezza e valorizzazione a fini turistici del sito archeologico è disponibile un secondo finanziamento, sempre di 250mila euro, del Mibact, mentre anche nei piani del Gal Marsica, alla voce dei Cunicoli di Claudio, ci sono iscritti 300 mila euro.
Il primo atto del progetto riqualificazione del parco archeologico dei Cunicoli di Claudio, la pulizia e bonifica della pineta che avvolgeva tutto, ha riportato alla luce altri “tasselli” importanti nell’area di Avezzano finora oscurati dalla folta vegetazione: pozzi, discenderie e altri reperti che rafforzano il fascino di quel pezzo di storia sempre più gettonato sul versante turismo.
Anche se è tutto da organizzare, a partire dal gestore: finora, infatti, le chiavi di “accesso” dell’area archeologica sono nelle mani del Consorzio di bonifica, che ha una mission decisamente diversa.
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