Cuoco morto in hotel, due rinvii a giudizio

14 Dicembre 2019

La tragedia di Civitella Alfedena, nei guai albergatore e medico. L’avvocato: «Proveremo l’innocenza»

CIVITELLA ALFEDENA. Guai giudiziari in vista per il gestore dell’albergo di Civitella Alfedena e per il medico del 118 rimasti coinvolti nella morte del cuoco pasticcere, Marco Polidori, deceduto nell’agosto di due anni fa nell’hotel dove lavorava. Si tratta di Giovanni Beniamino e del medico Anna Maddalena Di Carlo che il gup del tribunale di Sulmona ha rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Entrambi dovranno comparire il prossimo 5 maggio, davanti al giudice monocratico del tribunale di Sulmona, per la prima udienza del processo penale. I fatti risalgono al 26 agosto del 2017. Polidori lavorava nell’albergo di Beniamino. Tutto cominciò tre giorni prima quando il cuoco pasticcere avvertì un malore e sul posto si rese necessario l’intervento dell’ambulanza. L’uomo fu identificato come ospite dell’hotel e non come dipendente, visto che non era regolarmente assunto, poiché, secondo le accuse formulate dal procuratore Giuseppe Bellelli, che ha curato in prima persona l’inchiesta, l’uomo prestava lavoro senza contratto. Il 23 agosto il 118 intervenne per prestare le cure al cuoco che si era sentito male, accertando che non era necessario alcun ricovero. Tre giorni dopo il malore si è ripetuto ma questa volta per il cuoco non c’è stato nulla da fare. Secondo l’accusa le sue condizioni lavorative non avrebbero agevolato una rapida ripresa dal primo malore. Davanti al gup il proprietario dell’albergo si è difeso sostenendo che il cuoco era coadiuvato nell’esercizio delle sue mansioni da altre due figure professionali e doveva prestare servizio solo per dieci giorni. «Il mio assistito dimostrerà la completa estraneità dal reato contestato e affronterà tranquillamente il dibattimento nel quale proverà in pieno la sua innocenza, visto che non è stato possibile nell’udienza preliminare, considerati i limiti probatori», afferma l’avvocato Gaetana Di Ianni che difende Giovanni Beniamino. Alla dottoressa del 118 viene invece contestata l’imprudenza, la negligenza e l’imperizia in quanto essendo intervenuta quale medico a bordo dell’ambulanza del servizio 118, nell’albergo dove Marco Polidori si era sentito male, accusando forti dolori al petto, dopo un elettrocardiogramma, consigliava al paziente un approfondimento diagnostico lasciando sul posto il cuoco e facendo ritorno in sede con l’ambulanza vuota. Accuse tutte da dimostrare. (c.l.)
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