Cure dell’ictus in ospedale Il primato è di Avezzano

22 Dicembre 2016

Nel 2016 (dati parziali) eseguiti 113 trattamenti, è il numero più alto in Abruzzo Il dirigente Carolei: «Anche il ministro si è interessato all’attività di stroke unit»

AVEZZANO. Un’eccellenza sanitaria della Marsica è quella del cosiddetto Nervoso, che mette insieme neurologia, per quanto riguarda l’ictus cerebrale come indicatore, e interventi neurochirurgici. Ad Avezzano, il reparto è guidato dal professor Antonio Carolei e può contare su trattamenti di alta qualità. La conferma arriva dai numeri forniti dall’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) se si pensa che in termini di pazienti ricoverati per ictus – su un dato generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila di 639 ricoverati – l’ospedale marsicano è al primo posto con 322 pazienti, (48,2%), rispetto ai 194 dell’Aquila (29%). A Sulmona sono 51 (7,6%), in altre strutture 72 (10.8%), mentre 29 residenti (4,3%) sono ricoverati in strutture di altre regioni. L’eccellenza è legata al fatto che l’ospedale di Avezzano è il primo in Abruzzo per il numero di trattamenti per l’ictus acuto. Del resto, il bacino di utenza è molto grande e considerando il dato parziale del 2016 i numeri sono inequivocabili: Avezzano 113, Chieti 53, Teramo 51, Pescara 43, Lanciano 29, L’Aquila 25, Vasto 18, ma quest’ultimo dato parte dal mese di luglio. «Il trattamento che si pratica nel nostro reparto», spiega il professor Carolei, «non è solo tromboliti endovenosa o sistemica, ma anche il trattamento endovascolare in collaborazione con la Radiologia del dottor Gianni Passalacqua». Il personale, oltre al primario, conta tre collaboratori: il dottor Berardino Orlandi, la dottoressa Federica De Santis e la dottoressa Francesca Notturno. In pianta organica mancano almeno altri due medici. Nelle scorse settimane, il ministro Beatrice Lorenzinha visitato il reparto. «Il ministro si è molto interessato all’attività della stroke unit», conferma Carolei, «e ha voluto parlare con i pazienti che erano in grado di comunicare, mostrando una grande umanità. Ho ribadito che va a merito della Asl aver messo in moto tutto ciò che serve a mettere a norma la stroke unit con rifacimenti sia per la parte impiantistica, sia per il monitoraggio dei pazienti nella persona del dottor Rinaldo Tordera».

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