Curva killer, «processate il sindaco»

3 Marzo 2018

Il pm contesta la «segnaletica carente» al primo cittadino Tomassetti, a una funzionaria e al vigile urbano. Morì un 32enne

L’AQUILA. «Non c’era un cartello stradale a segnalare quella curva pericolosissima». Sulla base di questa presunta omissione il pm Fabio Picuti, che indaga sulla morte del giovane Willy Patrizi, ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco del Comune di Collepietro e di due funzionari, imputati per omicidio colposo in concorso: si tratta, rispettivamente, di Massimo Tomassetti, Maria Rosaria Greco, responsabile dell’Ufficio tecnico, e Plinio Aloisio, capo dei vigili urbani. Udienza preliminare il 4 aprile.
La tragedia avvenne il 2 gennaio 2017 lungo via La Fonte, nel territorio comunale del piccolo centro. Patrizi, che aveva 32 anni e risiedeva a Collepietro, alle 10,40 del mattino stava percorrendo con una Daewoo Matiz, con a bordo anche una conoscente e compaesana, via La Fonte, strada interpoderale molto insidiosa, con direzione di marcia in uscita dal centro abitato del paese. All’improvviso l’automobilista, all’altezza del bivio con la strada provinciale 42, e in corrispondenza di una secca curva a sinistra, in un tratto in discesa con forte pendenza, perse il controllo dell’auto, complice forse anche il ghiaccio presente sulla carreggiata, come avrebbe riferito la passeggera sopravvissuta. La vettura, dopo diversi e violenti urti e giravolte (il luogo è anche costeggiato da massi), finì la sua corsa sul ciglio della Sp. 42. La donna, pur avendo riportato ferite gravi, fu trasportata con l’eliambulanza all’ospedale e si salvò. I genitori della vittima, che fin da subito avevano puntato il dito sulla pericolosità di quel tratto di viabilità, si sono affidati all’avvocato Simona Longo, dello “Studio 3A”, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità negli incidenti, che, con propri tecnici, ha riscontrato presunte lacune sulla messa in sicurezza. La difesa: Massimo Costantini, Roberto Madama, Maria Teresa Di Rocco, Uberto Di Pillo.
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