D’Amico: non siamo cavie a Canistro no a test del 5G

3 Aprile 2019

MORINO. «Il Comune di Morino non rilascerà alcuna autorizzazione per l’installazione di antenne per la sperimentazione della tecnologia 5G». È categorico il sindaco Roberto Morino, come già lo era...

MORINO. «Il Comune di Morino non rilascerà alcuna autorizzazione per l’installazione di antenne per la sperimentazione della tecnologia 5G». È categorico il sindaco Roberto Morino, come già lo era stato il collega di Canistro, Angelo Di Paolo. Morino è nell’elenco dei 120 comuni italiani designati per la sperimentazione del 5G. Nella Marsica ci sono Canistro, Morino e Civita d’Antino, tutti nella Valle Roveto. Nel provvedimento, l’Autorità ha posto specifici obblighi di copertura 5G con frequenze in banda 700 Mhz a favore dei 120 comuni della lista che pertanto, a partire dall’effettiva disponibilità delle frequenze che dovrà avvenire entro il primo luglio 2022, potranno beneficiare della copertura 5G realizzata da Tim, Vodafone e Iliad, in quanto soggetti aggiudicatari. «Una tecnologia che oltre a viaggiare a una elevata velocità espone la popolazione a potenti onde elettromagnetiche», sottolinea D’Amico, «da sempre sono attento alla qualità della vita dei miei concittadini e alla salvaguardia dell’ambiente e per tale ragione l’amministrazione non rilascerà alcuna autorizzazione o concessione per l’installazione delle antenne necessarie alla sperimentazione. Non faremo da cavia e continueremo a proteggere la salute dei cittadini, la qualità della vita e dell’ambiente che, fortunatamente e incontaminato, ancora ci circonda. Il mio ruolo di primo cittadino mi impone prima di tutto la responsabilità di prendermi cura, ove possibile, dei miei concittadini. Pertanto», aggiunge D’Amico, «volendo mantenere ora e preservare per chi verrà dopo di noi questi luoghi, non permetterò che Morino prenda parte ad alcuna sperimentazione che possa danneggiarci. Come si può anche solo pensare che un comune come il nostro, con una ricchezza ambientale come la Riserva Zompo lo Schioppo possa essere d’accordo e accettare volontariamente di deturpare l’ambiente e mettere a rischio la nostra salute, la purezza e la ricchezza che la natura ci ha offerto».
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