D’Amore scrive al ministro Fratin «Salvaguardiamo orsi e cittadini»

29 Agosto 2024

Secondo il presidente del Parco Sirente-Velino servono fondi (450mila euro) per i prossimi tre anni  Tra le opere necessarie: porte antisfondamento, recinzioni elettrificate, dissuasori sonori e vigilanza

L’AQUILA. Centocinquantamila euro l’anno, per tre anni consecutivi. A tanto ammonta la richiesta inoltrata dal presidente del Parco Sirente-Velino, Francesco D’Amore – sostenuto da Mario Cercarelli, presidente della Comunità del Parco e Igino Chiuchiarelli, direttore dell'Ente Parco – al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La richiesta è infatti quella di maggiori risorse affinché anche il Parco Sirente-Velino possa avvalersi delle stesse somme degli altri parchi nazionali e realizzare, così, tutte le opere necessarie alla salvaguardia dell’orso marsicano, così come degli abitanti di quelle zone.
Sono infatti ormai sempre più frequenti le incursioni di plantigradi in pollai e stalle, alcune delle quali capaci di causare danni anche ingenti ad aziende zootecniche, coltivazioni e strutture. La presenza dell’orso nei centri abitati crea inoltre agitazione tra la popolazione locale, preoccupata da eventuali incontri ravvicinati, ragion per cui si renderebbe ancor più urgente l’installazione di recinzioni elettrificate, pollai e cassonetti anti-orso, porte anti-sfondamento, dissuasori sonori, oltre a una costante attività di vigilanza da assicurare sul territorio.
«L’orso bruno marsicano – una specie prioritaria per la conservazione in pericolo critico di estinzione – va tutelato con ogni accortezza», fanno sapere dal Parco. «A oggi sopravvivono nel mondo soltanto tra i 50 e i 60 esemplari, tutti concentrati tra la “core area” del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e le aree a esso contigue. Solo nel Parco regionale vivono tra i 3 e i 5 esemplari di orso bruno marsicano».
Tra i diversi casi di incursione degli ultimi anni, quello dell’orsa Gemma è balzato forse più degli altri agli onori delle cronache nazionali per la sua propensione ad aggirarsi per Scanno tra alberghi, ristoranti e condomìni.
Ma le incursioni riguardano anche il territorio aquilano. Un orso si aggira, da diversi mesi, tra la bassa Valle dell’Aterno e la Valle Subequana, nell’area del parco regionale Sirente-Velino. E ha già messo a segno alcune scorribande nei pollai, dai territori comunali di Tione degli Abruzzi a Fagnano Alto passando per Fontecchio.
La preoccupazione dei residenti ha portato alla formazione di un comitato civico che ha avviato interlocuzioni con il Parco regionale Sirente-Velino e le forze dell’ordine che controllano il territorio. Incursioni sono state registrate a Santa Maria del Ponte, Fontecchio, Termine di Fagnano Alto, San Pio di Fontecchio. Da lì è scaturita la richiesta di aiuto da parte dei cittadini e sono stati promossi incontri informativi per affrontare la problematica.