D’Angelo, prima visita in città: il 12 settembre l’ordinazione

Colloquio nella chiesa di San Francesco con i parroci, al suo fianco il cardinale Petrocchi e Molinari L’arcivescovo emerito: «Aquilani buoni e accoglienti». Annunciati i lavori per la chiesa di Cansatessa
L’AQUILA. Primo contatto ieri mattina, nella chiesa di San Francesco a Pettino, tra il neo vescovo ausiliare della diocesi dell’Aquila Antonio D’Angelo e i parroci alla presenza dell’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi. È stato ufficializzato che l’ordinazione episcopale di monsignor D’Angelo avverrà nella basilica di Collemaggio, domenica 12 settembre alle 17.30. La celebrazione coinciderà con l’inizio del suo ministero episcopale nell’Arcidiocesi. La messa di ordinazione sarà concelebrata (come prevedono le norme ecclesiastiche) da tre vescovi: nel caso particolare dal cardinale Petrocchi, dal vescovo di Termoli (diocesi di origine di monsignor D’Angelo) Gianfranco De Luca e da un altro presule ancora da individuare. Saranno comunque presenti tutti i vescovi abruzzesi e molisani, il clero aquilano e di Termoli e naturalmente tanti fedeli. Alla fine sarà letta la bolla ufficiale di Papa Francesco che “certifica” la nomina.
Nell’incontro con i sacerdoti aquilani (c’erano quasi tutti) il vescovo ausiliare ha parlato soprattutto di unità del clero e ha citato un passo della lettera di San Paolo ai Corinzi laddove si legge: «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra». Insomma, unità di spirito e di intenti. D’Angelo ha pure ricordato che nei prossimi mesi la Chiesa universale – a partire dalle singole diocesi – sarà impegnata nel Sinodo indetto da Papa Francesco dal titolo “Per una chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. Il Sinodo – che vedrà protagonisti anche i laici – nei suoi vari passaggi andrà avanti fino al 2025 quando il pontefice tirerà le conclusioni. Alla fine dell’incontro l’ausiliare ha salutato uno per uno i sacerdoti e l’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari il quale gli ha rivolto qualche parola di saluto. «Gli aquilani sono gente buona e accogliente» ha detto, «che tanto ha sofferto ma che è stata capace anche di rialzarsi grazie alla fede».
LA CHIESA DI CANSATESSA. L’arcivescovo Petrocchi ha colto l’occasione della presenza dei sacerdoti della diocesi per dare anche un annuncio importante: l’avvio dei lavori della nuova chiesa di Cansatessa. I lavori sono finanziati dalla Conferenza episcopale italiana grazie ai fondi dell’8 per mille (circa tre milioni di euro). Oltre alla chiesa saranno realizzati locali parrocchiali e quasi certamente spazi per ospitare la sede della Caritas diocesana che adesso è in una sede temporanea a Coppito. Attualmente a Cansatessa, frazione del comune dell’Aquila, le funzioni religiose si svolgono in una chiesetta provvisoria: il parroco è don Marco Manoni. Arrivare all’apertura del cantiere non è stato facile. Basti pensare che le cronache raccontano che il progetto – chiesa di 727 metri quadrati, di cui 549 riservati a un’aula, 178 a una cappella feriale, 152 per la casa canonica, 418 per spazi da destinare alla catechesi e 376 al salone parrocchiale – fu presentato alla comunità più di dieci anni fa e si parlò di all’epoca di un tempo di realizzazione che al massimo sarebbe stato di due anni e mezzo.
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