D’Orazio, in dirittura d’arrivo le prime relazioni tecniche

29 Marzo 2019

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Potrebbero essere pronte per la prossima settimana le prime relazioni tecniche sul giallo della morte di Collinzio D’Orazio, il 51enne trovato senza vita nel fiume Giovenco...

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Potrebbero essere pronte per la prossima settimana le prime relazioni tecniche sul giallo della morte di Collinzio D’Orazio, il 51enne trovato senza vita nel fiume Giovenco dopo oltre tre settimane dalla scomparsa. La Procura di Avezzano indaga contro ignoti per il reato di omicidio. Nuovi inquietanti particolari intanto emergono sull’ultima notte in paese di D’Orazio. Quella notte, infatti, il primo febbraio, la vittima era andata a casa di un giovane del paese chiedendo un piede di porco. A raccontare questa circostanza sarebbe stato proprio un amico di Collinzio, che quella notte se lo era ritrovato davanti alla porta di casa. «Dammi un piede di porco perché devo farla pagare a quelli lì», avrebbe affermato D’Orazio, poche ore prima della morte. Una circostanza riferita dal giovane anche al fratello della vittima, Cheri D’Orazio. Non è chiaro, però, a chi si riferisse la vittima e quali controversie fossero da chiarire, tanto da arrivare a cercare di procurarsi un’arma. Forse sarebbe potuta servire per difendersi da qualcuno e forse c’erano delle questioni in sospeso. Il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini, non ha tralasciato alcun particolare e ora la svolta nelle indagini potrebbe arrivare dagli accertamenti tecnici sui cellulari, sequestrati ai due giovani del paese e indagati per abbandono di incapace, Mirko Caniglia, 27 anni, e Fabio Mostacci (28). Sono quelli che per ultimi hanno visto quella notte D’Orazio e che avrebbero tentato di farlo scendere dalla loro auto davanti alla sua abitazione, senza successo, lasciandolo poi in una strada secondaria non distante dal fiume. Sono stati analizzati tutti i dati riguardanti le attività di comunicazione anche attraverso i social, sui telefonini, come Facebook, WhatsApp, sms e foto. Verrà recuperato anche il contenuto cancellato dalla memoria dei cellulari sequestrati e verrà memorizzato. Sembra ci sia anche un messaggio, ricevuto da un terzo giovane, che parla di “un sacco di patate scaricato a Strada 11”. Sul caso lavora anche il Ris.
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