D’Ovidio assolto dall’accusa di traffico di stupefacenti
CELANO. Era accusato di essere l’anello di collegamento tra la malavita organizzata che fa capo alla camorra napoletana e i malviventi della Marsica.Per tale motivo era finito in carcere, nell’ambito...
CELANO. Era accusato di essere l’anello di collegamento tra la malavita organizzata che fa capo alla camorra napoletana e i malviventi della Marsica.
Per tale motivo era finito in carcere, nell’ambito di un’operazione antidroga.
Ora dopo 8 anni, però, è stato assolto da tutte le accuse dal tribunale penale collegiale di Torre Annunziata.
Si tratta di Vittoriano D’Ovidio, 43 anni, di Celano, arrestato il 18 novembre del 2009, poiché ritenuto un elemento di collegamento di un traffico di droga tra il clan Gallo, del centro campano, e il territorio marsicano, soprattutto nell’area di Celano, dove D’Ovidio risiede.
Dopo diverso tempo di carcere e di arresti domiciliari, per un totale di circa quattro mesi, Vittoriano D’Ovidio aveva ottenuto l’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri di Celano.
Dopo il processo al tribunale di Avezzano, gli atti sono stati inviati a Torre Annunziata.
D’Ovidio doveva rispondere di concorso in detenzione, a fini di illecita cessione, di sostanze stupefacenti, tra cui la cocaina, per un totale di sette episodi.
Le accuse si fondavano essenzialmente su intercettazioni telefoniche. L’indagine, denominata “Ultima cena”, era stata avviata a settembre 2007 e i primi risultati arrivarono alla fine del 2008, quando furono emesse delle misure cautelari nei confronti di sette persone, con il sequestro di un considerevole quantitativo di stupefacenti (quasi mezzo chilo), soprattutto cocaina.
Gli investigatori si sono avvalsi di intercettazioni e di numerosi servizi di osservazione e pedinamento. I militari della Compagnia di Avezzano erano riusciti a bloccare 50 grammi di cocaina diretti nella Marsica.
Sempre in fase di indagini preliminari era stato effettuato un altro sequestro di quattro grammi e mezzo della stessa sostanza stupefacente. In totale erano state eseguite dieci perquisizioni domiciliari, con l’impiego di 50 militari marsicani, supportati da quelli di Torre Annunziata e da due unità cinofile del nucleo di Chieti. Il pm ora ha chiesto l’assoluzione per carenza di prove e il celanese è stato assolto per non aver commesso il fatto. Era difeso dall’avvocato Antonio Milo. (p.g.)
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