Da Celano arriva lo stop al Cam

20 Novembre 2016

Tra le proposte lanciate dal consiglio comunale il referendum e il ricorso alla magistratura

CELANO. Intraprendere le necessarie attività per ottenere i requisiti previsti dalla normativa in materia di gestione del servizio idrico e attivare le procedure amministrative e giudiziarie contro Ato e Cam per il recupero dei crediti del Comune, per l’accertamento degli inadempimenti legati alla gestione del servizio idrico, alla manutenzione delle infrastrutture e agli investimenti infrastrutturali. E ancora, valutare se vi siano i requisiti per poter promuovere un referendum consultivo e, nel caso sussistano i presupposti, presentare istanza di fallimento del Cam. Questo è quanto deliberato all’unanimità dal consiglio comunale riunito in seduta straordinaria proprio per discutere della situazione della gestione dell’acqua a Celano. Il consiglio era stato richiesto dal comitato cittadino “Acqua cara” che sta portando avanti la battaglia contro un ente considerato «inadeguato a svolgere il servizio per cui è stato costituito». Il consiglio è stato aperto dalla presidente Lisa Carusi, presente anche l’avvocato Herbert Simone che sta seguendo il comune nella controversia con l’Ente. Il vicesindaco Filippo Piccone ha parlato di «disastro Cam, ente che non funziona, caratterizzato da una mala gestione e così pieno di debiti che ora la situazione non è più recuperabile». Il parlamentare del Nuovo centrodestra ha ricordato di aver presentato un emendamento, fermo in Senato, proprio su tale problema. Consiglio comunale affollatissimo di gente, tutti concordi nel dire basta alla gestione del Cam. E tante le proposte. Il consigliere di minoranza Antonio Del Corvo si è detto favorevole alle proposte, lanciate dal comitato, per tentare la strada dei riconoscimenti come ad esempio, solo per citarne uno, il vincolo paesaggistico, che permetterebbe al Comune di riappropriarsi delle reti. Sì di del Corvo anche all’ipotesi di un referendum. Più tecnico il consigliere Evelina Torrelli che ha parlato di occasione unica per la città e ha posto in evidenza come la strada da seguire, oltre alle proposte avanzate, sia quella della magistratura.

Il sindaco Settimio Santilli ha spiegato come la stessa magistratura ancora oggi non si pronunci sulla competenza. Infatti il Comune deve avere dal Cam oltre 2 milioni e mezzo di euro, ma il procedimento ancora non si sa se debba essere espletato davanti al tribunale ordinario o a quello delle acque. «Scegliamo una strategia e lottiamo per i nostri diritti», ha detto il presidente del comitato “Acqua cara”, Antonio Subrani, «in Italia molti Comuni stanno lottando per questo. Noi vogliamo il Cam fuori da Celano».

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