Dal bidello ferito a scuola alle violenze su una chat

SULMONA. Il 17 gennaio scorso nella scuola secondaria di primo grado Capograssi di Sulmona una pattuglia della polizia era intervenuta dopo il ferimento di un bidello a opera di uno studente di 11...
SULMONA. Il 17 gennaio scorso nella scuola secondaria di primo grado Capograssi di Sulmona una pattuglia della polizia era intervenuta dopo il ferimento di un bidello a opera di uno studente di 11 anni. La settimana scorsa, invece, il questore dell’Aquila, Enrico De Simone, era stato costretto ad ammonire due minorenni per atti di cyberbullismo nei confronti di una ragazzina residente nella Valle Peligna. Due distinti episodi che hanno fatto molto discutere e riflettere le istituzioni locali. In tanti si sono, infatti, interrogati sui motivi che possano aver spinto questi ragazzini a comportamenti violenti o anti-sociali. «Un ragazzo normalissimo, con un buon andamento scolastico, socievole, che non ha mai dato problemi, né mostrato segni di disagio che vive in un contesto familiare che non sembra avere problemi», avevano sostenuto le insegnati dell’11enne che aveva ferito il collaboratore scolastico alla schiena con un coltello da cucina appuntito mentre lo riaccompagnava in classe con l’intero istituto scolastico rimasto choccato per quanto accaduto. Commenti pesanti, derisioni corali ed epiteti irripetibili nei confronti di una ragazzina della Valle Peligna su una chat di gruppo avevano, invece, spinto il questore ad ammonire due minori ritenuti responsabili di cyberbullismo dopo la denuncia dei genitori della vittima. Per la polizia «i due minori hanno posto in essere atti prevaricatori che sono sfociati in veri e propri abusi emotivi, minando l’autostima e la serenità della ragazza che essendo nella fase di sviluppo si è trovata ancora di più vulnerabile alle azioni vessatorie».

