Dal treno green alla viabilità, ecco tutti i piani

5 Gennaio 2022

Due misure previste col Fondo complementare al Pnrr per coniugare ricostruzione e sviluppo sociale

L’AQUILA. Il Fondo complementare al Pnrr, destinato alle aree del sisma 2016 e 2009, può contare su 1 miliardo e 780 milioni di euro ed è l’unica misura con un carattere territoriale prevista nel Piano nazionale. «La ragione di questa scelta», ha spiegato il commissario per il sisma 2016, Giovanni Legnini, «va ricercata nella assoluta necessità di coniugare la ricostruzione materiale dell’Appennino centrale con un sostegno allo sviluppo sociale ed economico di un’area già in crisi prima del sisma, a cui si è aggiunta la pandemia, e dove il ripristino del preesistente, per quanto fondamentale, non basterebbe a invertire il declino socio-economico».
Il Fondo viene gestito tramite le ordinanze emanate dal commissario straordinario su intesa della Cabina di coordinamento integrata a cui partecipano Casa Italia, le quattro regioni, la Struttura di missione dell’Aquila 2009 e i sindaci. Il Fondo è diviso in due linee di intervento: la prima, la Misura A, è destinata a “Città e territori sicuri, sostenibili e connessi” e ha una dotazione di 1 miliardo e 80 milioni di euro, che si aggiungono a quelli stanziati dalle misure generali del Pnrr nazionale. Finanzia il piano per la digitalizzazione delle aree del cratere, la sostenibilità ambientale, la mobilità sostenibile, ad esempio con il finanziamento del treno a idrogeno da Terni a Sulmona, la riqualificazione delle stazioni, il miglioramento della viabilità sulle strade statali e comunali. Prevede, inoltre, la creazione della Scuola superiore della Pubblica amministrazione e il Centro nazionale del Servizio civile universale all’Aquila. La seconda misura, la B, è pensata per sostenere principalmente i privati, imprese, atenei o realtà del terzo settore. Il 30 dicembre si è tenuta l’ultima Cabina integrata di coordinamento che ha approvato 700 milioni di progetti che si declineranno in bandi che verranno pubblicati all’inizio di quest’anno. Quattro le linee di intervento: 380 milioni sono destinati al sostegno agli investimenti delle imprese, 180 milioni a interventi pubblici e privati nei settori turismo, cultura, sport e inclusione, 60 milioni per macchinari per il riutilizzo delle macerie. Ottanta milioni, infine, saranno destinati alla creazione della Scuola nazionale della Pubblica amministrazione e agli atenei delle quattro regioni per creare centri di ricerca per l’innovazione, legati a particolari vocazioni territoriali e organizzati secondo una logica hub e spoke.
I centri di riferimento territoriali saranno localizzati a Teramo (ricerca agroalimentare), Rieti (economia circolare e salute), Camerino (scienze e tecniche della ricostruzione), Perugia (digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale). (m.p.)
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