Dall’autopsia la verità sulla morte del 37enne

18 Marzo 2021

Trovato senza vita al terminal: l’ipotesi è quella del malore dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti

L’AQUILA. Una dose di droga tagliata male oppure un’assunzione eccessiva. Sono queste le due ipotesi investigative attualmente prevalenti per la vicenda del 37enne Marco Zingo, originario di Paganica, trovato privo di vita all’interno di un bagno del terminal bus di Collemaggio due giorni fa.
L’uomo, che gestiva, insieme alla sorella Antonella, una paninoteca ambulante (“Ju lupe/la iena)” nell’area della Villetta, alla base della funivia del Gran Sasso, non era rientrato a casa lunedì sera facendo scattare l’allarme dei familiari, i quali hanno allertato la polizia dando il via alle ricerche.
Sono stati gli accertamenti compiuti sulle celle telefoniche agganciate dal suo cellulare a indirizzare subito gli agenti di polizia nell’area del terminal bus. Lì, infatti, è stata l’ultima volta che il suo telefonino ha dato segnali. Poi, attraverso l’ascolto di alcune testimonianze di persone a lui vicine, gli investigatori, che hanno anche visionato le immagini del sistema di videosorveglianza del parcheggio, hanno concentrato le ricerche nel sotterraneo fino al tragico ritrovamento. Dall’autopsia sarà possibile accertare anche la presenza di eventuali segni di violenza, in modo tale da poter indirizzare le indagini verso una precisa direzione. Al momento non si esclude che possa essersi trovato lì per incontrare qualcuno, forse proveniente da fuori regione e giunto in pullman in città.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato commozione da parte delle tante persone che lo conoscevano anche a causa del suo lavoro alla Villetta. Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti ai familiari in queste ore.