Dalla Deputazione 130 anni di storia e documenti sul web

Sempre più giovani studiosi appassionati delle radici aquilane Appello del presidente Capezzali a Regione e istituzioni locali
L’AQUILA. Molti pensano che la Deputazione abruzzese di Storia Patria sia una sorta di “congrega” di anziani intellettuali che si dilettano con le memorie del tempo che fu.
CHE COS’È. In realtà non solo non è così (tra i 300 soci ci sono molti giovani studiosi), ma la Deputazione negli ultimi anni si è confrontata più di altre istituzioni con le nuove tecnologie e oggi ha un sito internet all'avanguardia, dove è possibile consultare gratuitamente una grande mole di documentazione sulla storia di tutto l'Abruzzo.
Il presidente Walter Capezzali ha annunciato che saranno messi in rete tutti i Bollettini (il primo datato 1889 lo è già) di quella che quando nacque, nel 1888, si chiamava Società di Storia Patria negli Abruzzi intitolata ad Anton Ludovico Antinori, un vescovo ma soprattutto uno storico che nel 1700 raccolse in 50 volumi (di mille pagine ognuno) piccoli e grandi fatti della storia dell'Aquila, e non solo.
I DRAGONETTI. Quella documentazione era stata conservata gelosamente dalla famiglia aquilana Dragonetti che poi la donò alla Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, dove è ancora consultabile. E i Dragonetti (in particolare Giacinto, Luigi e Giulio, che fu il primo presidente della Deputazione) sono stati al centro delle celebrazioni che si sono concluse ieri mattina nella sala Michetti di Palazzo dell'Emiciclo, per i 130 anni di fondazione della Deputazione di Storia Patria . A fianco al presidente Capezzali c'erano il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli e Agostino Bistarelli della Giunta centrale per gli studi storici.
ATTENZIONE DI TUTTI. Tutti hanno promesso attenzione e fondi per la Deputazione, che dopo il terremoto del 2009 ha dato vita a Sismaq (con una parte dedicata anche alla catastrofe del 1915 nella Marsica), un sito dove con un click è possibile rintracciare un'enorme documentazione – tra libri, articoli di giornali italiani e esteri, filmati, foto – relativa a tutto quanto accaduto dal 6 aprile di quasi 10 anni fa a oggi.
APPELLO. Capezzali ha fatto pure appello alle autorità regionali affinché prestino maggiore attenzione alla tutela e alla valorizzazione delle quattro principali biblioteche abruzzesi tra cui l'aquilana “Tommasi”, di cui Capezzali è stato a lungo direttore. Dopo l'intervento di don Giulio Signora, che ha portato il saluto del cardinale e arcivescovo Giuseppe Petrocchi ci sono stati i due interventi più attesi, quelli dell'avvocato e professore Fabrizio Marinelli e quello del professor Francesco Sabatini. Marinelli ha tirato le conclusioni del convegno, che si è svolto venerdì e che ha avuto al centro la figura di un grande aquilano, Giacinto Dragonetti (in sala c'erano gli eredi dei Dragonetti) nato nel 1738 all'Aquila e morto esattamente 200 anni fa a Napoli.
DUELLO CON BECCARIA. Marinelli ha tratteggiato la figura di Dragonetti, soffermandosi su due opere scritte dall'intellettuale. La prima è il volumetto dal titolo “Delle virtù e dei premi” che fu una sorta di controcanto al libro di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”. In estrema sintesi in quell'opera Dragonetti poneva le basi per una economia di tipo solidale, che l'autore contrapponeva al “mito” della proprietà privata che veniva considerata vero motore dello sviluppo.
USI CIVICI. La seconda opera è invece più corposa e ha per titolo “Sull'origine dei feudi”. In questo volume Dragonetti ridimensiona le pretese territoriali dei baroni e afferma il diritto delle Università (oggi si direbbe dei Comuni) ad avere un proprio uso civico (pascoli e boschi in particolare). Queste sue idee vennero poi messe in pratica quando diventò, nel periodo francese, presidente della Commissione feudale che emise ben 3.000 sentenze a favore delle comunità locali. Il professor Sabatini ha ripercorso la storia della Deputazione sottolineando che l'Abruzzo ha avuto importanti intellettuali.
CURIOSITÀ. Durante il convegno di venerdì ci sono stati due falsi allarmi antincendio. Il secondo prima dell’intervento del professor Raffaele Colapietra. Che non si è perso d'animo e ha tenuto la sua “lezione” all'esterno, davanti ai convegnisti che si erano accomodati sugli scaloni in pietra sulla destra dell'emiciclo, riuscendo a incantare la platea.
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