Dalla faida sui pascoli a una lite, le due piste

4 Maggio 2022

Investigatori al lavoro anche per valutare collegamenti con gli incendi alla vicina azienda di Dino Rossi

OFENA. Sono due le principali piste seguite dagli inquirenti per cercare di risolvere il giallo dell’allevatore di Ofena. Al momento l’unica certezza è che il tentato omicidio sia maturato nell’ambito degli allevamenti di bestiame, lo suggerisce il tipo di arma utilizzata per ferire Palmeri, una pistola abbatti-buoi di quelle impiegate nei mattatoi per stordire o finire il bestiame prima della macellazione. Una prima pista seguita dagli investigatori riguarda un diverbio tra allevatori finito male, per questo si soppesano le posizioni delle persone con cui il 28enne ha intrattenuto o intrattiene rapporti di lavoro. Il giovane, figlio dell’ex vicesindaco di Ofena Marcello, si occupa dell’allevamento di cavalli che custodisce all’interno della proprietà di un parente, sulla Piana di Campo Imperatore. I sospetti degli investigatori hanno, però, superato anche i confini regionali. Tra le ipotesi investigative, infatti, anche quella di una vendetta sull’uso dei pascoli, fenomeno non nuovo tra le montagne abruzzesi.
La vicenda sta destando molta preoccupazione tra gli abitanti del paese famoso per il vino e l’olio, alla luce anche di altri accadimenti. Nel giro di appena due mesi due roghi sospetti avevano gravemente danneggiato macchinari e strutture dell’azienda agricola Dal ContaDino di cui è titolare Dino Rossi, esponente del Cospa Abruzzo. Fatti finora senza colpevoli. Il 7 marzo scorso il fuoco aveva avvolto la terna (la ruspa con pala e braccio escavatore). Il 24 gennaio scorso, le fiamme avevano distrutto una rotopressa utilizzata per comprimere il fieno del valore di oltre 15mila euro. (f.d.m.)
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