Dalla squadra dei sogni all’incubo fallimento

4 Giugno 2016

DOMENICO RANIERI. Se pensiamo a quei primi anni Novanta, quanta fatica per costruire una società, una squadra di vertice, calmierare gli stipendi, progettare in sinergia con le società di serie A e B!...

DOMENICO RANIERI. Se pensiamo a quei primi anni Novanta, quanta fatica per costruire una società, una squadra di vertice, calmierare gli stipendi, progettare in sinergia con le società di serie A e B! Era l’Avezzano calcio targato Mauro Gentile, affiancato dall’indimenticato Mario Spallone e da Marcello Bove. L’allora più giovane presidente italiano riuscì a costruire una macchina senza sbavature. Poté contare principalmente sull’esperienza e le “entrature” del diesse Nello De Nicola e sull’affidabilità del dg Aureliano Giffi. Grazie agli agganci con le principali società di serie A il tappeto verde dello stadio dei Marsi fu calcato da giocatori del calibro di Pancaro e Manfredini, entrambi diventati poi nazionali rispettivamente di Italia e Costa d’Avorio, Del Grosso, Cerone, oltre al tridente delle meraviglie Pierleoni, Di Nicola, Tortora.

Era il momento d’oro del calcio biancoverde, quello che consentì di organizzare la partita ufficiale dell’Under 21 contro la Scozia ad Avezzano. Indimenticabili le parole dell’allora accompagnatore ufficiale azzurro, Sandro Mazzola: «Questo dello stadio dei Marsi non è un prato, è un tavolo da biliardo». Fu una cavalcata fatta di gioie (tante) e amarezza (qualcuna). L’approdo in C1 dopo quel palpitante finale in lotta con il Frosinone, conclusosi con la vittoria esterna di Teramo e la vittoria del campionato, ha rappresentato il momento più alto del calcio avezzanese. Poi, la cessione della società a Vincenzo Angeloni, gli stipendi faraonici e l’inizio del tracollo fatto di retrocessione prima e fallimento poi. Stelle e stalle, lustrini e pecette. La discesa nelle categorie inferiori e la risalita prima di sprofondare di nuovo con la gestione-bis di Angeloni. Colpo di grazia per i sogni biancoverdi di tornare tra i professionisti. In futuro si vedrà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA