Daniele Corridoni, un aquilano al vertice del colosso farmaceutico Astrazeneca

30 Marzo 2026

I primi passi in Abruzzo, la svolta a Oxford per ideare nuove cure. Ecco la forza della ricerca per l’immunologia

L’AQUILA. Daniele Corridoni è il direttore del polo Bioscientifico-immunologico della combinazione del gruppo farmaceutico svedese Astra e del britannico Zeneca presso la sede delle società a Cambridge, in Inghilterra. AstraZeneca è famosa per il vaccino anti Covid-19 introdotto nel 2020 (ma non più in produzione). Sull’argomento, Corridoni dice: «Non ho lavorato sul vaccino anti-Covid, quindi non sono nella posizione di poter divulgare informazioni al riguardo».

Prima della guerra in Iran, Corridoni aveva in programma di andare in vacanza a Dubai con la moglie e le figlie, e se non l’avesse cancellata in tempo questa intervista sarebbe stata ritardata indefinitivamente, cosa che non è successa e ha così potuto raccontarci la sua esperienza da expat.

Corridoni ha iniziato il suo percorso all’estero nel 2009 all’università di Cleveland negli Usa, pochi giorni dopo che il terremoto aveva devastato la sua nativa L’Aquila dove, spiega, aveva «mosso i primi passi nella scienza con una laurea in Biotecnologie mediche/farmaceutiche». A Cleveland, nello stato dell’Ohio, Corridoni ha conseguito il suo dottorato e vi è rimasto fino al 2015 quando ha accettato di trasferirsi all’università di Oxford in Inghilterra come ricercatore delle malattie autoinfiammatorie. I risultati delle sue ricerche sono poi stati pubblicati su riviste scientifiche come “Nature Medicine”.

Dopo diversi anni, Corridoni ha lasciato l’ambito accademico per migrare a quello industriale guidando un gruppo di scienziati immunologici nell’azienda biotecnica Kymab, con sede a Cambridge, a nord di Londra, e distante 134 chilometri da Oxford. La svolta principale per il ricercatore aquilano, prima di AstraZeneca, è arrivata quando la Kymab è stata acquistata dalla francese Sanofi, che ha permesso a Corridoni di assumere la guida di un gruppo globale di biologi con rapporti tra il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Francia. Questo è continuato fino al 2022 quando Corridoni, all’età di 39 anni, è passato ad AstraZeneca con il compito di costruire da zero un gruppo di Bioscience-Immunology come direttore, restando a Cambridge.

Quanto al confronto con l’Abruzzo, il ricercatore aquilano afferma: «L’Italia e l’Abruzzo sono molto forti nella produzione farmaceutica, ma meno nella Ricerca e Sviluppo (R&D, in inglese, ndc) clinico di farmaci. Per questo motivo, le grandi aziende farmaceutiche non fanno molti investimenti e non localizzano centri di R&D. Inoltre c’è un sistema di ricerca più frammentato tra università e industria».

Spiega anche che «negli ultimi 15-20 anni l’immunologia è diventata una delle aree più importanti della ricerca farmaceutica dato che il sistema immunitario può essere programmato per combattere molte malattie tra cui tumori, infezioni e malattie infiammatorie o autoimmuni. Io mi occupo di sviluppare nuovi farmaci avanzati per il trattamento di malattie infiammatorie e autoimmuni». E infine, sul suo rapporto con l’Abruzzo: «Cerco di tornare in Abruzzo con mia moglie e le mie bambine quando riusciamo a conciliare gli impegni della scuola con le vacanze. I miei genitori vivono all’Aquila e mia sorella con la sua famiglia vive sulla costa abruzzese, a Ortona».

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